Guido Fabrizi – Le sirene Mendaci

Amir è un ragazzo tunisino che sogna una nuova vita, abbagliato dall’illusione di un mondo occidentale luccicante, accessibile a tutti, aperto a qualsiasi opportunità e privo di barriere. La realtà porterà il suo destino in un’altra direzione.

Più che un romanzo lo si può considerare un racconto. Trama, personaggi e storia risultano ben chiari al lettore, non c’è che dire, ma, in tutta sincerità, l’autore avrebbe potuto strutturare il tutto in maniera decisamente diversa. Le sirene Mendaci è un testo che scorre via veloce, raccontando fatti di immigrazione da un punto di vista diverso al lettore. Infatti, la storia riporta i passaggi di un migrante arrivato in Italia dalle vicine coste dell’Africa. È cronaca di tutti i giorni. Siamo abituati a sentire le loro storie solo marginalmente. Guido Fabrizi permette a chi legge un punto di vista di certo diverso, forte in tutti i suoi passaggi. Quello che stona, a mio avviso, è questa sorta di velocità presente in ogni pagina. Ciò non permette al lettore di soffermarsi sulle scene chiave, di riflettere su esse. I vari episodi, che vendono protagonista in nostro migrante, sembrano essere strozzate in maniera così repentina che si è costretti a guadare oltre. Insomma, il testo non sembra dare il tempo di analizzare bene i fatti, colpa di narrazione troppo  veloce, cosa che impoverisce la storia stessa di quei particolari che sarebbero potuti risultare, come già detto, chiave nel corso del racconto stesso. In futuro l’autore potrebbe valutare la possibilità di narrare facendo attenzione ai dettagli, dando magari enfasi e risalto ai punti cruciali del suo testo. Di certo, Guido Fabrizi è un’ottima penna, capace di legare il lettore al testo, anche se quest’ultimo è costretto a correre dietro al lavoro proposto senza, come detto, poter analizzare bene quanto accade.

Punteggio:

Armando

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