Maria Cristina Buoso – Delitto al condominio Magnolia

Un urlo sveglia il condominio.
Un uomo viene trovato morto. È stato ucciso con 14 coltellate.
Chi è la vittima e cosa nasconde?
Una indagine che sembra non portare da nessuna parte.
Il commissario capo Caterina Angeli in pensione da un paio di settimane e la collega commissario capo Claudia Trini della squadra mobile della Questura di Padova indagano assieme.
La soluzione vi sorprenderà
.

Buono su carta, altrettanto ben fatto per una possibile trasposizione sul piccolo schermo, Delitto al condominio Magnolia risulta essere un bel giallo. Non si può certo parlare di classico omicidio, così come spesso si vede all’interno di testi di questo tipo. In questo lavoro, si invita il lettore a valutare questione e personaggi tirati in ballo sotto un punto di vista diverso. La nota positiva del testo è rappresentata da quegli intermezzi distensivi, molto comuni soprattutto all’interno della serialità televisiva, in grado di spezzare la suspense senza, però, intaccare la lettura stessa. In alcuni passaggi, è una mia sensazione personale, mi sono ritrovato a pensare alle avventure di Linda e il Brigadiere, dove Claudia Koll e Nino Manfredi affrontavano casi scottanti, intervallati dalle vicende del loro quotidiano. Il difetto del romanzo, se così lo si può definire, riguarda la velocità di narrazione. Il testo corre troppo, tralasciando particolari che avrebbero fatto bene alla storia proposta, permettendo una omogeneità per quanto riguarda l’intreccio in tutto il suo complesso. Delitto al condominio Magnolia potrebbe essere nato inizialmente come racconto breve, trasformato, in seconda battuta, in una stesura più lunga che, però, avrebbe meritato maggior attenzione. In definitiva, è un romanzo piacevole, capace di far riflettere chi legge su una tematica scottante, ancora oggi, purtroppo, al centro di molte cronache nazionali.

Punteggio:

Armando

2 Risposte a “Maria Cristina Buoso – Delitto al condominio Magnolia”

  1. Grazie per l’analisi fatta al mio giallo. L’idea di questi “intermezzi” , come li hai definiti, non è voluta ma in effetti ha il suo perchè e non mi dispiace 🙂 e credo che mi venga normale scriverli così.
    Credo anche che questi momenti apparentemente neutri abbiano un loro scopo narrativo e che aiutino a conoscere meglio i personaggi e non solo, ma è una mia convinzione. Il giallo non è nato come racconto breve ma essendo diverso da Vernissage ho dovuto cercare un modo diverso di scrittura e a quanto pare dovrò affinarla meglio, per cui la tua critica costruttiva mi servirà nel secondo che sto scrivendo, speriamo bene :).
    Sai una cosa che mi ha fatto sorridere? Tu hai detto che corro troppo qualche altro ha scritto l’esatto contrario, che sono andata troppo lenta … però siete d’accordo che è un giallo interessante e bello. Grazie alla prossima.

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