Le due facce della Solitudine

Tanto temuta dall’essere umano, la Solitudine risulta quello stato d’animo onnipresente all’interno del cammino della nostra specie. Evoluta di pari passo con il progresso svolto nel corso del tempo, nel XX secolo trova terreno fertile per poter diventare Maledetta se non utilizzata correttamente. Sulla scia di quest’ultimo termine, il testo propone esempi concreti, approfondendo le vite di tre personaggi che, loro malgrado, hanno fatto i conti con il volto più maligno della solitudine. Elvis Presley, Marilyn Monroe e Primo Levi, sebbene divisi da episodi e stili di vita molto diversi tra loro, sembrano essere accomunati da quel malessere nato all’interno di quell’IO interiore sconosciuto persino agli stessi protagonisti. C’è un modo per utilizzare questo stato d’animo in maniera costruttiva? Le due facce della Solitudine tenta di dare una nuova chiave di lettura a quel sentimento in grado, se utilizzato correttamente, di migliorare lo stile di vita del singolo individuo, lasciando alla società ormai globalizzata la possibilità di evolversi nel miglior modo possibile.   

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Introduzione


Trattare una tematica complessa come la solitudine non è affatto facile. Non lo è stato neanche in passato quando, come vedremo all’interno di questo lavoro, sia la filosofia che la scienza hanno provato a dare un volto a questo sentimento proprio della natura umana.
In linea teorica, tante sono state le strade percorse, così come le ipotesi e i rimedi formulati per poter arginare quella condizione, probabilmente troppo spesso, vista e vissuta come una minaccia. Si proporrà, nel corso di questo lungo cammino dedicato alla solitudine, una visione quanto più omogenea possibile, capace di mostrare i vari aspetti della stessa, interrogando molti degli addetti ai lavori che si sono avvicendati nel corso della storia. Analizzeremo la questione sia sotto il punto di vista culturale che da quello scientifico.
La speranza è quella di riuscire a diradare, per quanto possibile, quella nebbia del dubbio da sempre presente, che avvolge questo termine conosciuto certamente in teoria ma, a quanto sembra, estraneo a tutti noi.
È facile cadere in errore, attribuendo i malesseri provati dall’essere umano, all’interno del suo percorso di vita, a quel sentimento fin troppo spesso messo sul banco degli imputati. Allo stesso modo nel corso del tempo la stessa solitudine sembra essersi a sua volta evoluta, andando di pari passo con
i cambiamenti che hanno interessato la nostra società, trasformata e plasmata sulle basi di quelle nuove invenzioni tecnologiche capaci, così come per la nostra protagonista, di cambiare il mondo intorno a noi.
Ripercorreremo le tappe più significative riguardanti questa condizione umana, provando, quasi fossimo dei provetti avvocati, a scagionare la solitudine, protagonista di quella caccia alle streghe ancora oggi in corso. Nessuno di noi è immune da questo stato d’animo.
Che si tratti di gente comune o di personaggi pubblici, questi ultimi capaci di lasciare una traccia del loro passaggio nella storia dell’uomo, all’interno del nostro percorso di vita, chi prima chi dopo, vedrà comparire nella sua esistenza la protagonista di questo lavoro. Come per il saggio Questioni di tempo Questione di tempi, si proporrà la tematica relazionandola con le vite di tre personaggi protagonisti del novecento. Tre personalità molto diverse tra loro ma che, allo stesso tempo, nonostante separati da stili di vita differenti, da modi di approccio ben distinti in società, dalle vicende personali e dall’impatto che queste ultime hanno avuto sul loro stato emotivo, si sono imbattuti in quella che definiremo in questa sede come la Maledetta Solitudine. Analizzeremo al meglio quest’ultimo aspetto, approfondendo le principali sfumature riguardanti la solitudine, con la speranza di essere utile al lettore.
La volontà di affrontare questa delicata tematica nasce dalla necessità di far capire, o quantomeno provandoci, in maniera semplice e immediata di cosa stiamo parlando quando si usa il termine solitudine.
Come precedentemente accennato, nel corso della storia molti sono stati i pensatori approcciatisi al tema, esponendo
la stessa certamente al meglio ma, probabilmente, in maniera troppo articolata. Si proverà a snocciolare in maniera semplice e immediata quello che sostanzialmente va a definire questa condizione umana.
Si parlerà di essa e di altre emozioni umane tra loro erroneamente accostate. Quest’ultima situazione sembra essere la principale causa di ulteriori confusioni, in un individuo già penalizzato dalla mancata conoscenza di quello stato d’animo presente nei meandri più intimi dell’uomo sin dall’alba della sua specie.
Si indicheranno, rapportandosi con esse, quelle scuole di pensiero in grado, secondo chi scrive, di essere un valido aiuto per tutte quelle persone, grandi e piccole, alle prese con questo stato d’animo. Quest’ultimo sembra essere, a tutti gli effetti, il compagno di vita più intimo di tutta l’umanità.
La solitudine sembra essere arrivata intatta nel lungo cammino che ha condotto tutti noi in questo XXI secolo, fatto di tanto progresso tecnologico e di isolamento sociale tradotto, fin troppo spesso, con il termine di solitudine.