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La ripresa degli allenamenti in palestra (pre chiusura)

Il ventiquattro agosto scorso sono, finalmente, tornato ad allenarmi in palestra. Devo ammetterlo: mi è mancata tantissimo in questo periodo. Era dal nove marzo, giorno del mio ultimo allenamento prima del lookdown, che i miei allenamenti avevano preso una piega diversa, su molti aspetti inediti, per quanto riguarda l’approccio agli stessi. Ma di questo vi ho parlato negli articoli precedenti. Oggi voglio spiegarvi come ho deciso di affrontare questo ritorno e le sensazioni che ho provato una volta tornato a usare l’attrezzatura isotonica. La prima settima dal rientro l’ho affrontata testando i vari gruppi muscolari per capire quali di questi si erano indeboliti. Avevo già qualche sensazione in questo senso ma sono stato smentito dai fatti. Naturalmente, essendo carente, pensavo fossero le gambe ad aver subito il “danno”, se così possiamo definirlo, maggiore da un allenamento condotto a corpo libero e con il solo ausilio degli elastici. Invece, a farne le spese, spiazzandomi completamente, sono stati soprattutto i dorsali, seguiti, seppur a distanza, da bicipiti e tricipiti. I dolori sono stati intensi, fastidiosi su questi gruppi muscolari, persistenti per ben tre giorni dopo averli allenati. Per quanto siano ottimi gli esercizi a corpo libero non c’è niente da fare: il bodybuilding rimane insostituibile per me. Alla luce di quanto accaduto, ho deciso di strutturare la mia nuova scheda di allenamento facendo un passo indietro rispetto alle impostazioni usate fino a prima dell’arrivo dell’ormai famoso corona virus. Da anni ho deciso di passare alla multifrequenza, di certo ottima ma che, a mio modo di vedere, non sembra adatta a una impostazione condotta con meno di cinque sedute di allenamento settimanali. Alla luce di ciò mi sono chiesto:

Come procedo quest’anno?

La risposta non si è fatta attendere: tornare alla mono frequenza! Era già da tempo che meditavo su questa possibilità. La multifrequenza non permette, almeno dalla mia esperienza, di far lavorare un gruppo muscolare con un’intensità adeguata. Certo, l’allenamento su ogni singolo gruppo si ripete almeno due volte a settimana ma, per chi come me, non ha a disposizione cinque giorni di allenamento a settimana non si riesce a sfruttare appieno questa impostazione. Diciamo che chi può svolgere cinque sedute impostate così:

Upper                   Lower                   Pull                        Push                      Legs

Troverà tutti i benefici che questa impostazione può dare all’atleta neofita, intermedio e avanzato. Su quattro sedute, però, suddivise in Upper e Lower x 2, non ho riscontrato quel beneficio che la multifrequenza si porta con sé. Alla luce di queste considerazioni, tornare a una impostazione usata in passato era la decisione giusta da prendere. Il mio unico dubbio era legato all’allenamento delle gambe, gruppo carente rispetto al resto. Avendo, come detto, quattro sedute a mia disposizione, ho pensato di sfruttarne due per poter suddividere l’allenamento dedicato alla parte bassa del corpo. Un approccio del genere lo ho testato molti anni fa, trovando non pochi giovamenti in una suddivisione che mi permette di spingere di più senza andare a intaccare il tempo di allenamento. Di tutto questo vi parlerò la settimana prossima.

Armando

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