Stephen King, la nascita di un mito dalle ceneri della società

Ho parlato molto spesso di questo scrittore, lui insieme ad Anne Rice in grado di aprirmi un mondo che purtroppo in Italia, e non per colpa dei lettori e degli scrittori di genere presenti a migliaia sulla nostra penisola, viene precluso favorendo altri generi letterari. In ogni caso, la stessa vita di questo grande scrittore potrebbe essere benissimo trasportata sul grande schermo. Ne ho parlato più volte in articoli dedicati a lui, nelle recensioni di molti dei suoi libri che mi sono trovato a raccontarvi a mondo mio, e anche questa volta Stephen King rientra appieno in questo progetto riguardante i “personaggi nascosti con una vita straordinaria”. Ebbene sì, anche se oggi non si direbbe, lo stesso scrittore statunitense, con all’attivo più di 400 milioni (400 milioni!!!) di copie vendute sino a ora, ha affrontato quel periodo di emarginazione letteraria che molto spesso lo hanno portato sulla soglia della depressione. Ne ho parlato anche all’interno della recensione della sua autobiografia, On Writing autobiografia di un mestiere (qui: http://armandolazzarano.altervista.org/stephen-king-writing-autobiografia-un-mestiere/). Uno scrittore giovanissimo con già in mano il primo capitolo de La torre nera e Carrie, non proprio bruscolini insomma, è stato per anni rifiutato costringendo lo stesso a guadagnarsi da vivere diversamente senza mai abbandonare quella scrittura che in ogni caso sentiva sua. Provo spesso a mettermi nei suoi panni: cosa provava il giovane Stephen davanti a queste continue negazioni? Cosa provava nel vedere il mondo chiudergli sempre la porta senza dargli una chance? È da questo, e non dal successo poi avuto, che ognuno di noi dovrebbe partire e riflettere. Sono i momenti duri, quelli probabilmente più bui che fanno vedere tutto il negativo della nostra società a darci quella spinta, quella caparbietà che serve per arrivare a quel traguardo tanto agognato. Un padre sparito sin da quando King era un bambino. Problemi economici di una famiglia che, nonostante tutto, non faceva mancare mai il pasto caldo grazie a una super mamma. Il lavoro giornaliero in una lavanderia e quello da scrittore di notte; una moglie, la cara Tabitha, che lo ha sempre sostenuto e spronato nonostante i dispiaceri che arrivavano puntualmente dai continui rifiuti ci mostrano una società, quella dei primi anni 70’, molto diversa dalla nostra. Dove sono finiti i valori che qui, in queste poche righe, hanno attraversato la vita di King spronandolo a non mollare? Dove sono finite le persone, quelle vere, capaci di starci vicino per davvero e non solo liquidandoci con poche, inutili, parole. La sua vita, i sacrifici e il successo mostrano non solo la caparbietà del singolo ma l’unione d’individui. Anche nel matrimonio King ha trovato un grosso alleato. In due, stretti e compatti nel darsi conforto sperando, perché di questo si parlava prima dell’esplosione definitiva dell’autore, in un futuro migliore. Oggi tutto questo credo non esista più. Siamo diventati una società “usa e getta”, se le cose vanno bene c’è l’imbarazzo della scelta tra gli “affetti” ma, al contrario, se le cose vanno male a essere “affettato” sei tu e soltanto tu.

Armando

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