Serie TV: Once upon a time

La vita di Emma Swan è stata tutt’altro che una favola, costretta a prendersi cura di se stessa fin da bambina. Ma quando il piccolo Harry, il figlio che Emma aveva dato in affidamento 10 anni prima, si presenta alla sua porta, tutto cambia. Harry crede che Emma sia la figlia perduta di Biancaneve e del Principe Azzurro, come gli altri personaggi delle fiabe, intrappolati nella sonnolenta Storybrooke da un incantesimo della Regina del Male. Nessuno ricorda la sua vera identità ed Emma potrebbe essere la loro unica speranza di salvezza

È possibile riscrivere le favole? Posso queste ultime avere un ecosistema dove tutte, ma proprio tutte, possono interagire tra loro intersecando le storie dei vari personaggi? Con la serie televisiva “Once upon a time” tutto questo è possibile! Devo ammettere di aver affrontato, in un primo momento, la visione di questo prodotto mediatico con molto scetticismo. Ero scettico sul modus operadi della produzione che va a rimescolare con troppa veemenza i caratteri e i personaggi che avrebbero preso parte alla serie. Biancaneve, il principe azzurro, Pinocchio, il grillo parlante, Tremotino, cappuccetto rosso e la sua cara nonna sono una parte dei protagonisti che si affacceranno a una narrazione fuori da ogni logica fiabesca contestualmente accettata. Dopo la visione delle sei stagioni della serie, in onda dal 2011 e a tutt’ora in produzione, non posso che considerarmi piacevolmente colpito dal contesto disegnato. Nessun buonismo gratuito è presente al suo interno. I personaggi si muovono in apparenza sulla falsa riga segnata su carta secoli prima ridisegnando i loro modi di fare in netta contrapposizione, in molti casi, rispetto al passato. Le innovazioni tecnologiche unite a quell’aura magica che solo la favola sa conferire risulta essere un binomio vincente. La produzione ha rischiato e non poco nel puntare su un cavallo che in un primo momento avrebbe potuto affossare non solo la storia in se ma tutti gli addetti alla sceneggiatura. Non è un parametro questo su cui sorvolare. Un plauso va a loro per questa scelta coraggiosa che ha dato allo spettatore un modo per ritornare bambino affondando il tema favola in chiave matura e moderna.

Punteggio:

Armando

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