Serie TV: Intelligence

Gabriel Vaughn è un agente operativo a cui è stato impiantato nel cervello un microchip che gli permette di accedere a tutte le reti internazionali di informazioni, tra cui internet, Wi-Fi, telefoni e satelliti. A capo della nuova unità cibernetica che segue Gabriel c’è la direttrice Lillian Strand e il team operativo composto da Riley Neal, agente dei servizi segreti con il compito di proteggere Gabriel, e dall’agente federale Chris Jameson: Intelligence

Il 2014 ci ha regalato una nuova serie TV, unica stagione purtroppo, strettamente connessa a tutti quei mezzi moderni che hanno preso piede nelle nostre vite. Mi riferisco a smartphone, tablet e, soprattutto, a quella rete internet indispensabile ormai nel nostro quotidiano. Intelligence, creata da Michael Seitzman e basata sul romanzo di John Dixon “Phoenix Island”, ci trasporta in un mondo nuovo. Ci propone un’evoluzione dell’essere umano aiutato dalla scienza e dalle nuove tecnologie. Pura fantascienza o c’è dell’altro? Il caso di Intelligence è da tenere d’occhio visto i precedenti. La serie ci propone un essere umano tablettizzato (scusate il termine), usato nella serie per risolvere casi scottanti. Proviamo ora a immaginare un futuro dove questo mezzo possa essere disponibile sul mercato e alla portata di tutti, acquistabile come un comunissimo telefonino: deumanizzerebbe troppo l’essere umano o lo renderebbe migliore? Sappiamo bene che dall’avvento di internet i rapporti sociali sono drasticamente calati. La realtà virtuale unita alla possibilità ad accedere a informazioni provenienti da tutto il globo ci riempiono le giornate con la possibilità però di poter spegnere il dispositivo e farsi una sana passeggiata al parco in compagnia. Impiantato un chip del genere, che non possiede il tasto off, dove ci porterebbe realmente? Per quanto possa essere individualista, l’essere umano deve poter interagire con i suoi simili, questo non può che fargli bene. Oggi ha la possibilità di confrontarsi, di condividere pensieri o discutere per rivendicare i suoi ideali. Ma in un mondo dove queste possibilità vengono annullate dal progresso scientifico che fine farà l’essere umano? Sull’argomento si è espresso, in tempi non sospetti (gennaio2011), Adam Kadmon. Lascio il link del servizio che ha dedicato a questa possibilità. Come sempre a voi i commenti

Punteggio:

Armando

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