Le nuove tecnologie sono la causa dell’auto emarginazione?

Se da una parte la tecnologia ci ha semplificato la vita, dall’altra ci ha decisamente allontanato da una semplicità e immediatezza di cui non sembriamo neanche più accorgerci. Il contatto umano, come già accennato in altri articoli, è un punto fondamentale della nostra vita, andato ormai scemando man mano che la droga del XXI si impossessa di noi, la tecnologia. Volendo spezzare una lancia in favore di questa Era moderna, questa mancanza di attenzione e di interazione non è proprio nata oggi. Già dalla avvento della stampa, infatti, l’essere umano ha preferito rinchiudersi all’interno del suo mondo evitando così facendo il contatto con i suoi simili. Sembra quasi che l’essere umano non aspettasse altro che potersi così auto emarginare. È un punto questo di cui si dovrebbe discutere, un argomento da trattare con maggiore attenzione rispetto a quanto oggi si fa. Sembra quasi che questo fattore risulti, a quanto pare, da sempre presente nel comportamento umano. Ma perché l’essere umano si comporta così? In questa sede, naturalmente, non si trarranno conclusioni definitive. Si cercherà di dare una chiave di lettura di questo comportamento che sembra farsi sempre più spazio all’interno del pensiero umano. Questo auto escludersi potrebbe essere il riflesso di quella volontà di non volersi confrontare con un altro individuo per paura di essere etichettati e giudicati. Con l’avvento dei social, probabilmente forte del distacco che questa situazione crea, sembrano essere venuti fuori sempre più leoni senza volto. È una constatazione che non può non venire a galla questa. Perché se idee e pensieri ci sono, giusti o sbagliati che siano, ci si deve nascondere dietro a una tastiera? Tutto sembra riportare a quella mancanza di autostima che viene a crearsi a livello personale. Come poter ovviare a ciò? Prima di tutto prendendo coscienza di se, trovando punti forti e soprattutto valutando quelli deboli su cui andare a lavorare. Fatto ciò il confronto e la cooperazione potrebbero essere quei fattori che, fino a ora evitati, risulteranno fondamentali nella crescita dell’autostima e della sicurezza nei rapporti sociali. Sempre più persone cercano di affrontare questo problema come fosse una patologia da curare. Psicofarmaci e isolamento non sono un binomio su cui poter contare. C’è un mondo a nostra disposizione, un mondo che ha bisogno di noi tanto quanto noi ne abbiamo di lui. Rivediamo e impariamo a vivere la nostra vita con serenità, non sentiamoci costantemente sotto una lente d’ingrandimento, viviamo piuttosto che sopravvivere.

Armando

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