Virginia Less – Devi orzare Baal!

Il giovane Paolo è imbarcato come prodiere su Excalibur, un quaranta piedi da regata che partecipa a un torneo a tappe. A Punta Ala conosce Micaela, velista bella e capace, con la quale vivrà una breve e sfortunata storia. Baal, il suo ruvido skipper, ritrova amici naviganti persi di vista da tempo: tutti, sportivi appassionati ed esperti, si preparano con entusiasmo alla competizione. Ma, ancor prima del via, un curioso e inspiegato incidente provoca la morte di uno di loro; altri eventi luttuosi accompagneranno il circuito. Toccherà a Baal, anch’egli in pericolo di vita, risolvere drammaticamente il giallo?”

È uno di quei romanzi, questo di Virginia Less, che abbraccia più argomenti che non solo rispecchiano la vita quotidiana, ma sono capaci di lanciare segnali forti in maniera delicata. Le regate descritte dalla scrittrice potrebbero essere viste come una sorta di morale della vita stessa, fatta di problemi da risolvere, brusche virate e un continuo relazionarsi con altri individui. In questo caso è il mare fare da sfondo quasi fosse un entità superiore pronta a ribaltare gli equilibri o a donare pace alla “ciurma” umana. Un secondo punto a favore di questo romanzo sta nel volere della scrittrice di riscattare tutte quelle persona in là con gli anni. Quello che trapela è la grinta di chi viene spesso erroneamente chiamato “nonnetto”. La scrittrice con molta delicatezza affronta questo tema rapportandolo al mondo delle regate e del mare in maniera più generale. Risulta chiaro che il suo intento è quello di far rivalutare al lettore il ruolo di chi dovrebbe essere etichettato come una guida per i più giovani. Cosa questa che trapela anche tra i mezzi nautici utilizzati essendoci tra queste molte barche “retrò” che son0 in grado di dire ancora la loro. Sullo sfondo la bellezza è la libertà che solo il mare può dare regna sovrana. Un luogo libero e fuori da ogni canone ed estraneo da dati anagrafici. In tutto questo non manca il colpo di scena, quell’avvenimento che costringe il lettore a rivedere i suoi piani e le sue prime impressioni sul romanzo stesso. Oltre a tutti questi lati positivi, però, c’è da tener conto di alcuni aspetti che risultano essere davvero rilevanti. Il romanzo purtroppo sembra essere più adatto a una cerchia ristretta di persone che con i termini tecnici presenti possono trovare facilmente il bandolo della matassa della narrazione. Per chi non ha dimestichezza con questi termini la lettura diventa pesante in quanto il lettore si ritrova ai margini del romanzo, non in grado di farsi coinvolgere emotivamente da quel testo che sembra volerlo escludere. Per quanto la scrittrice si sforzi di rendere semplice il linguaggio nautico molti passaggi risultano difficili da seguire. Avrebbe potuto aiutare una nota a piè pagina, piuttosto che inserire la spiegazione di questi termini a fine libro, cosa questa scomoda per il lettore. Una descrizione immediata, al contrario, avrebbe migliorato e velocizzato forse la lettura stessa. In definitiva, a parte i problemi citati, il romanzo rimane comunque una lettura valida che porta con se più messaggi, capace di mostrare la vita marittima anche a quei lettori lontani da questo mondo.

Punteggio:

Armando

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