TV addio! Quinta puntata: anni 90’

Anni questi dove probabilmente la guerra degli ascolti tra la RAI e una Mediaset in ascesa ha surriscaldato e non poco gli animi. Lasciamo da parte l’impegno politico, Silvio Berlusconi ha costruito da zero un impero mediatico probabilmente senza precedenti in Italia. L’assenza di canone e una programmazione sempre più di qualità rispetto agli inizi hanno portato grandi nomi provenienti dal colosso RAI adesso in grande difficoltà. Tra tutti non possiamo non nominare il grande Mike Bongiorno, storico presentatore approdato in Mediaset in pianta stabile, e Gianni Boncompagni. Quest’ultimo, dopo aver rivoluzionato la TV insieme all’amico Renzo Arbore, propone un nuovo programma che probabilmente è stato il trampolino di lancio per quelli che oggi vengono rinominati Talent. “Non è la RAI”, infatti, non porta con se solo un titolo provocatorio ma una vera e propria rivoluzione. A prendere parte a questo show pomeridiano, andato in onda su Italia 1, non sono presentatrici affermate o star della TV. Giovani ragazze adolescenti pronte a cimentarsi in tutto quello che riguarda il varietà. Dal ballo alla musica, giochi a premi telefonici e momenti di pura improvvisazione. Tra polemiche e plausi a Boncompagni va il merito di aver proposto un programma non solo fuori dagli schemi ma in netta contrapposizione con gli standard nazionali. È in questi anni che si fanno largo nuove figure pronte a prendersi il palcoscenico. Rosario Fiorello, per quanto riguarda la presentazione, è il One man show per eccellenza. Pieraccioni pronto a dare nuova linfa al cinema italiano e quello che diventerà un vero e proprio presentatore insostituibile, Carlo Conti, tanto per citarne alcuni. Le belle serate estive passate a guardare il Festivalbar non saranno dimenticate da chi come me ha vissuto questi anni. Anche la musica italiana ha avuto un vero e proprio scossone spinto da quella voglia di globalizzazione che ha coinvolto anche il bel paese. Gli Eiffel 65 hanno riscritto in canoni musicali contestualmente accettati. L’elettronica e le canzoni proposte rigorosamente in inglese hanno portato il gruppo tricolore a sbancare i mercati musicali di tutto il mondo. Insomma gli anni 90’ sono stati un vero e proprio passaggio di consegne per quanto riguarda la programmazione, personaggi e l’avvento di nuove tecnologie.

Armando

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