Sano Sport vs Sport da protagonismo

Che lo sport sia un’attività atta a creare agonismo tra chi compete è un dato di fatto. Quello che non è assolutamente necessario, sia a livello scolastico oppure no, è quella voglia di protagonismo a tutti i costi. Caratteristica quest’ultima ricercata da chi, anche in piccole competizioni studentesche, preferisce all’istruzione sportiva necessaria per la crescita dello studente un approccio diverso. Non credo sia mai stata coniata in ambito sportivo questa affermazione che vado oggi ad analizzare: “il bullismo sportivo”. È una dimensione poco tenuta in considerazione dagli addetti ai lavori e non. Quando si esclude qualcuno perché “incapace” di svolgere un attività si rientra appieno, secondo il mio parere, in quella dimensione bullo tanto decantata dai media praticamente da sempre. “Non sei capace lascia perdere” è una frase che nessun docente o allenatore dovrebbe gridare contro il ragazzo in crescita che non riesce a svolgere al meglio un attività. Come fa un individuo a imparare se al primo ostacolo che si ritrova davanti, invece di essere invitato a perseverare in modo da migliorare, viene allontanato? Come si può pensare di riuscire a formare il carattere di un ragazzo se non gli si dà la possibilità di svolgere un attività che vorrebbe condividere con i compagni? Ecco, è qui che il ruolo della scuola, e delle sue strutture, deve essere presente affiancando il ragazzo. Lo sport è prima di tutto un attività di svago e di socializzazione, è questo il suo concetto base. È aperto a tutti e così deve essere sempre. Non deve essere sottovalutato questo aspetto. Se noi adulti iniziamo con l’emarginare un ragazzo meno capace di un altro in una attività sportiva rischiamo d’incentivare il fenomeno del bullismo. È un argomento così delicato che lasciare tale incombenza a un blog non credo basti. Mettere la pulce nell’orecchio, come faccio io, potrebbe far riflettere tutti. Parliamone, discutiamone tra noi e cerchiamo di coinvolgere chi non ha ancora acquisito le capacità necessarie per svolgere quella data attività sportiva in cui, per il momento, a oggi si trova a essere in difficoltà.

Armando

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