Il ruolo dell’educatore sportivo

Un ruolo delicato, un compito non facile da portare avanti soprattutto in questo nostro periodo storico. L’educatore sportivo è un soggetto messo alle corde, affermazione questa più che azzeccata, da una società che sembra essersi evoluta, o regredita visto i fatti, in maniera completamente sbagliata. Nelle scorse settimane ho spezzato una lancia nel confronti dei ragazzi ma è arrivato il momento anche per loro, e per i loro genitori, di cambiare alcuni modi di fare e comportamenti divenuti un vero e proprio problema in ambito sportivo e, in maniera più generale, educativo a 360°. L’educatore sportivo, allenatore o che dir si voglia, è una figura atta a gestire, istruire e indirizzare il ragazzo in crescita nel miglior modo possibile durante tutto il suo percorso verso la maturità. Una figura che deve necessariamente essere rispettata e mantenere un’autonomia di scelte che non devono penalizzare il giovane allievo. Come viene penalizzata, a questo punto, quest’ultima figura? Piaccia oppure no, a penalizzarlo sono i genitori stessi. Abbiamo assistito, e continuiamo a vederlo quotidianamente, ragazzi cullarsi e permettersi qualsiasi cosa contro professori, allenatori o chiunque altro vada a ostacolare la loro condotta. L’educatore è costretto a fare un passo indietro, evitare una sgridata all’allievo per non ritrovarsi l’ira dei genitori accorsi a prendere le difese del ragazzo “indifeso”. Come si può fare l’educatore se a questa stessa figura non è permesso prendere provvedimenti disciplinari verso il ragazzo ribelle? Come si può sempre e solo dare la colpa a lui e scagionare senza se e senza ma il ragazzo anche in situazioni di torto evidente? Non ci si venga a lamentare poi della società, cari genitori, siete voi i primi a creare questo deficit educativo. Giustificarsi attribuendo il problema al poco tempo a disposizione non è una scusa buona per quanto sta succedendo. Avete avuto il tempo di fare i figli no? Adesso cresceteli e date loro quell’educazione e quel rispetto che manca in questa nostra società moderna.

Armando

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*