Questione di tempi – Conclusioni

Siamo arrivati alla fine di questo lunghissimo viaggio. Come dei provetti personaggi di Ritorno al futuro abbiamo fatto un salto in un passato recente, quello che ha decretato la nascita dell’uomo 2.0, se vogliamo dirla in termini informatici. Edgar Allan Poe, Charlie Chaplin e Robin William, artisti di fama internazionale vissuti in epoche diverse, ci hanno accompagnato prendendoci per mano, regalandoci, con la loro storia di vita artistica e privata, tanti spunti su cui riflettere. I tempi cambiano ma, a quanto sembra, molte cose restano immutate.  La continua, perenne ricerca della felicità sembra condire le vite di noi esseri umani. Le storie che vi ho raccontato, nel corso delle settimane e dei mesi passati, sembrano ribadire un concetto base:

Il cammino dell’uomo è un viaggio alla continua ricerca di ascolto, comprensione e dell’affetto incondizionato del prossimo

Nel caso in cui tutto questo venga meno, i più fortunati, se così possiamo identificarli, riescono a creare intorno alle loro figure un personaggio in grado di far fronte a quelle lacune, a quel malessere interiore che sembra attanagliare l’anima dell’uomo di ogni tempo. In altri casi, come visto per l’amato Robin Williams, il non riuscire in questo intento sembra far sprofondare nella disperazione più profonda e buia quello stesso essere umano incapace, senza colpa alcuna, di riuscire a ricavare quello spazio vitale all’interno di una società che, all’individuo più sensibile e vulnerabile, sembra stare troppo stretta. Sono tre esempi ben distinti, ognuno di loro si è rapportato con una società in continua evoluzione. Una società che, probabilmente, rispetto a quelle antecedenti al diciannovesimo secolo, correva troppo veloce per reggere il suo passo.

È questo il grosso problema riscontrato da coloro i quali si sono ritrovati a vivere uno scenario di questo tipo?

Naturalmente non c’è modo di dare una risposta definitiva a questa incognita. Conosciamo solo parte delle vite dei tre personaggi analizzati all’interno di questo percorso, cosa che non permette una visione completa di un quadro molto più ampio rispetto a quanto delineato. Possiamo essere sicuri su una affermazione: I tempi cambiano! Forse a non cambiare mai è proprio l’essere umano. L’uomo, è una creatura, come già accennato, 2.0 rispetto a quello visto in passato. La tecnologia lo ha reso libero da tante piccole incombenze; gli ha permesso d’interfacciarsi e interagire in tempo reale con il mondo intero, e anche oltre, ma…

La sua essenza sta andando di pari passo rispetto a quanto sta accadendo sul nostro pianeta?

Armando

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