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Prison break: le esecuzioni capitali “fallite”

Per poter comprendere appieno il discorso che riguarda le esecuzioni capitali, dobbiamo fare chiarezza parlando dei nuovi modi, almeno in occidente, usati per portare a termine questa ultima condanna senza appello. Abbandonati cappi, ghigliottine, sedie elettriche e quant’altro, a fare la parte della protagonista oggi è l’iniezione letale. Quest’ultima è stata, a detta degli “addetti ai lavori”, una scelta dettata dal non voler arrecare ulteriore dolore al condannato e, inoltre, rendere il meno macabro possibile questo momento. Mi chiedo, cosa sappiamo esattamente di questa pratica? Ufficialmente la procedura usata è questa:

Iniezione n° 1: anestetizzante – atta a far perdere conoscenza al condannato

Iniezione n° 2: paralizzante – Dovrebbe (non sono un medico, mi attengo a quanto letto) evitare gli spasmi, in modo da rendere, come detto, meno macabra possibile l’esecuzione stessa

Iniezione n° 3: Cloruro di potassio – inodore e incolore, è definito il fuoco liquido per eccellenza. Si spera che l’anestetizzante abbia fatto effetto prima di questa terza e ultima puntura, evitando così dolori inimmaginabili prima della definitiva dipartita.

Eccolo il quadro che rappresenta al meglio quello che accade a un condannato moderno sul letto di esecuzione. 3 siringhe e 3 momenti, l’una vicina all’altra, pronte a consegnare alla storia un altro condannato. È da questo momento in poi che rientro, come detto all’interno degli articoli che hanno preceduto questa puntata, appieno in quella dimensione fantastica, delle pure ipotesi. Alla luce di quanto appena letto, vado a chiedere:

C’è la possibilità che qualcuno si interessi a questi individui di cui la fine è già scritta? A chi può essere utile una persona morta per il mondo?

Nonostante la mia risposta possa risultare assurda, non posso esimermi da esprimerla con la solita sincerità:

Certo che c’è, eccome!

Far fallire un’esecuzione capitale, alla luce dei fatti che vi ho elencato, non dovrebbe essere materialmente troppo difficile. Basterebbe sostituire la terza iniezione con qualcosa di non letale atta a dare, almeno per qualche tempo, quell’apparente risultato. Tutto questo mio discorso è assurdo, mi rendo conto, ma di assurdità l’essere umano ne ha mostrate tante nel percorso che ci ha condotto fino a questo momento. Se poi mettiamo nel calderone un potenziale acquirente per quello che essere umano per il mondo non è più, ecco che tutto prede forma. In nome del dio denaro si è fatto anche di peggio nel corso dei secoli, figuriamoci adesso che c’è la possibilità di usufruire di un potenziale “volontario” che nessuno cercherebbe più. La faccio breve: Le case farmaceutiche pagherebbero oro per poter mettere le mani su un soggetto del genere. Di questo parleremo meglio, però, la settimana prossima.

Armando

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