Oscar Wilde – Il fantasma di Canterville e altri racconti

Il volume è composto da cinque racconti scritti da Oscar Wilde tra il 1887 e il 1888. Ne “Il fantasma di Canterville” una famiglia proveniente dagli Stati Uniti acquista un castello in Inghilterra per trascorrervi le vacanze, ma il luogo è infestato dal fantasma di Sir Simon, un gentiluomo del Cinquecento… Ironico e spiritoso, il testo affronta le differenze tra la nuova cultura americana e l’antica civiltà inglese. “Il principe Felice” narra la storia della profonda amicizia tra una statua e una rondine, mentre ne “L’usignolo e la rosa” Wilde compie una violenta critica nei confronti della mentalità dell’epoca, descrivendo l’inutile sacrificio del dolce usignolo; “Il gigante egoista” è invece una bellissima fiaba che insegna come la bontà d’animo possa riuscire a riscaldare anche il cuore più gelido. Molto diverso dagli altri racconti, “Il delitto di lord Arthur Savile” è dedicato alla capitale inglese e alla sua vita mondana e denuncia il vuoto e l’ottusità che si nascondono dietro la frivolezza dei salotti dell’alta società. Questo volume ripropone alcune delle più belle pagine di Oscar Wilde, in cui lo scrittore unisce all’intento educativo la critica alla morale borghese dell’Inghilterra di fine Ottocento: alla rigidità e alla severità della società vittoriana egli si oppone con narrazioni originali e fantasiose, simbolo dell’anelito alla libertà assoluta che ha caratterizzato tutta la sua vita.

Credo che una raccolta di racconti come questa, con una qualità di scrittura disarmante, capace di lasciare ai posteri impressioni che vedono come protagonista la società inglese, capace di essere adattate a tutto il globo e buoni per ogni epoca storica, fa la differenza tra autore e scrittore. È una dovuta premessa lunga ma necessaria da fare quando si parla di Oscar Wilde. Lo Scrittore inglese è quello che possiamo considerare un fuoriclasse della penna. All’interno di questa raccolta si riescono a scorgere tutte le sfaccettature che lo hanno trasformato in quel mito immortale ancora oggi sulla cresta dell’onda. In soli cinque racconti, alcuni dei quali molti brevi, l’autore è capace di mostrarsi esilarante, sfruttando, nel miglior modo possibile, quelle sfumature tragicomiche capaci di divertire e far riflettere. In grado di far coesistere personaggi che nulla hanno a che fare l’uno con l’altro, sfruttando a pieno le loro potenzialità di comunicazione, riuscendo non solo a farli interagire e ma a creare quella emotività all’interno del lettore difficile da trovare in epoca moderna. Tutto ciò è condito dalla volontà di bacchettare la società del tempo, troppo superficiale per potersi accorgere dei reali problemi del prossimo. Insomma, i cinque racconti contenuti ne Il fantasma di Canterville e altri racconti non sono solo da leggere ma, soprattutto, da capire. Se riuscissimo, come società globalizzata, a far tesoro delle morali messe nero su bianco dallo scrittore inglese, probabilmente il meccanismo di miglioramento, nostro e del collettivo, inizierà finalmente a mostrarsi.    

Punteggio:

Armando

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