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Morgan Rice – Messaggi dallo spazio. Le cronache dell’invasione I

Quando SETI riceve finalmente un segnale da parte di una civiltà aliena, cosa succederà? Un ragazzo di tredici anni che sta morendo per una rara malattia al cervello è l’unico in grado di udire e decifrare dei segnali che vengono dall’universo.

È un romanzo da prendere con le pinze questo di Morgan Rice. La storia in sé, riguardante gli alieni, non sembra dare nulla di nuovo al lettore. Certamente, il tema è stato uno dei più sfruttati, soprattutto del XX secolo, questa potrebbe essere una attenuante per l’autrice stessa. A essere davvero interessante è il protagonista del romanzo stesso. Un ragazzo di soli tredici anni, malato terminale, l’unico in grado di poter tradurre i messaggi che arrivano dallo spazio. L’autrice dimostra, con questo modus operandi, un interesse verso tutti quei giovani, purtroppo, malati e già a fine vita in tenera età. Sembra voler dar voce a chi voce non riesce ad averne in una società che sicuramente cura il giovane malato ma, allo stesso tempo, sembra lasciarlo in secondo piano. In questo caso, è proprio questa figura a essere la chiave di tutto. È una scelta carica di significati, il lettore non può non fare i conti con questo aspetto così intimo e forte. Per quanto riguarda l’alieno, come già accennato, la scrittrice statunitense non dice nulla di nuovo, anzi, sembra attingere da così tante fonti da rendere il lavoro stesso nient’altro che un’insalata condita con un mistero neanche poi tanto misterioso. Scritto bene; si legge con facilità; ottima intuizione per quanto riguarda il personaggio principale; da rivedere completamente il quadro riguardante l’extraterrestre proposto al lettore.

Punteggio:

Armando

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