Ettore Majorana: Ipotesi sulla scomparsa. Limiti e problemi del viaggio

Come abbiamo visto nel corso delle settimane passate, ha preso consistenza un pensiero, un’idea, che potrebbe aiutare Ettore Majorana a trovare pace dopo i tormenti causati da quella famosa formula, fulcro delle mie ipotesi. Dopo l’entusiasmo dei primi momenti, adesso, Nikola Tesla e Ettore Majorana sono costretti a fare i conti con problemi reali, e non solo quelli derivanti da un viaggio, probabilmente, mai provato prima. La settima scorsa abbiamo visto cosa sono gli Universi paralleli. Sono loro, infatti, a creare le maggiori difficoltà, e non solo teoriche. L’idea dei 2 scienziati e semplice: trovare un modo per poter rimandare Ettore Majorana indietro nel tempo, quanto basta per “rimediare” ai danni causati da E=mc2. Una situazione di questo tipo l’abbiamo già vista all’interno di un film divenuto ormai leggenda: Ritorno al futuro. I problemi causati da un almanacco, scovato da Marty Mcfly nel suo viaggio nel 2015, che riporta i risultati sportivi dal 1950 al 2000, si ripercuotono sia nel presente dello stesso protagonista che nel futuro. Il “malvagio” Biff, anziano nel 2015, servendosi della Delorean, torna negli anni 50’, consegnando il prezioso libro nelle mani del sé stesso di quel tempo. A cosa porta tutto ciò? Una volta usati i dati contenuti al suo interno, Biff si arricchisce velocemente, andando a creare un futuro alternativo a quello visto e vissuto dal nostro cattivo di turno, dai nostri protagonisti, tra i quali il buon Doc Brown, trascinando con loro tutta l’umanità presente in quel dato universo. Ecco il tragico epilogo con cui Tesla e Majorana devono fare i conti. Una volta trovata la chiave capace di aprire le porte del passato, non ci sarà nessuna possibilità di modificare quanto accaduto nell’universo, fino a quel momento, vissuto dallo scienziato siciliano. In altre parole, non c’è possibilità alcuna di cancellare E=mc2 all’interno di quel mondo. Sarà sempre presente, alla portata di tutti. Credo sia stato il boccone più amaro che i 2, soprattutto Majorana, sono stati costretti a ingoiare. Alla luce di questi fatti, probabilmente si saranno chiesti:

Vale la pena intraprendere questo viaggio per poter modificare il passato?

Appurata l’impossibilità di intervenire su quel presente oramai definito; fare ritorno al passato, modificando “solo” uno degli universi paralleli presenti; rischiare la vita facendo da cavia a un viaggio soltanto ipotizzato, perlopiù da scrittori con molta fantasia, come H.G. Welles, rischiando la vita in un salto nell’ignoto; in ultima analisi, che certamente i nostri protagonisti non hanno tralasciato, la possibilità di peggiorare le cose, scaturendo, con le loro azioni, un effetto contrario a quello voluto. Ho provato, nel mio piccolo, a mettermi nei panni di entrambi gli scienziati. L’anziano Tesla, dall’alto della sua saggezza, nonostante la volontà di iniziare quei lavori solo teorizzati fino a quel momento, ha cercato sicuramente di persuadere l’amico più giovane, visto che lo scopo del viaggio sembra essere precluso da fattori che non si possono controllare. «Non posso fare nulla per questa linea temporale, posso sono rammaricarmi di ciò. Posso e devo farlo altrove. Non ho altro scopo nella vita». Immagino una risposta del genere data da un Majorana afflitto ma, allo stesso tempo, pronto a cambiare le sorti di un passato, e di un futuro, che riguarda anche la sua figura, seppur diversa in qualcosa, presente in all’interno di quel dato universo. Il fisico siculo e pronto a prendersi una responsabilità enorme. Tesla non ha nulla da obiettare. L’ultima parola spetta al caro amico, convinto più che mai di voler prendere parte a quel folle progetto. Con nuove emozioni, tra loro contrastanti, i 2 scienziati si mettono nuovamente al lavoro.

Armando

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