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Alimentazione iperproteica: facciamo chiarezza

Gli articoli pubblicati nel corso delle ultime settimane hanno creato un vero è proprio caos. Secondo quanto da me scritto (informazioni provenienti da fonti scientifiche, facilmente reperibili e non di certo frutto dalla mia fantasia) la scienza alimentare ha fatto un passo indietro rispetto a quanto detto e scritto in passato sul conto della dieta iperproteica. La cosa non deve né spaventare né, tanto meno, demonizzare medici e studiosi della buona alimentazione. L’ho detto e scritto in più di un’occasione:

La scienza alimentare non è soggetta a imperativi. Nel tempo teorie e pratiche alimentari prese per buone in passato possono diventare obsolete, se non addirittura dannose per la nostra salute

Alla luce di ciò, non si può che dedurne un lavoro immenso di studio e ricerca in modo da dare alla società la migliore impostazione alimentare per poter condurre una vita in salute. Ogni step successivo migliora quello precedente insomma. Arriveremo solo così, con la continua ricerca, ad affinare sempre meglio l’arma migliore che permette al nostro corpo di restare in salute e permettere noi di vivere una vita al massimo delle nostre potenzialità fisiche. Anche noi, come parte attiva di questa società, dobbiamo cercare di capire i cambiamenti in atto piuttosto che scagliarci contro gli stessi. Come per la buona alimentazione, avere un occhio attento su quanto accade intorno a noi può permetterci di vivere il cambiamento nel miglior modo possibile. I carboidrati, da sempre demonizzati, oggi diventano un prezioso alleato. Se assunti da fonti buone (cereali integrali; frutta e verdura) non possono fare altro che migliorare la nostra salute e, in un regime alimentare controllato, la nostra forma fisica. Le proteine, nonostante non se ne farà più un uso massiccio, saranno, come sempre, le protagoniste della costruzione muscolare. I grassi oggi, demonizzati forse più dei carboidrati, diventano necessari per il nostro benessere. Come per gli stessi carboidrati, sono le fonti da noi assunte a fare la differenza. La frutta secca (noci e mandorle su tutte) e l’olio extravergine d’oliva (una eccellenza italiana) sono i più consigliati da integrare all’interno della nostra routine alimentare. In questo caso bisogna fare più attenzione per quanto riguarda il dosaggio. Ricordiamoci che un grammo di grassi equivale a nove chilocalorie (Kcal), più del doppio rispetto alle quattro di carboidrati e proteine. Iniziamo a lavorare su questo cambiamento di prospettiva, organizzando i nostri pasti giornalieri tenendo conto di tutti e tre i macro nutrienti.

Armando

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