Il vampiro e la paura

Il radicale cambiamento cui il vampiro è stato costretto nel corso del tempo, passato da mostro a creatura emotiva e vulnerabile, ha portato con se variazione riguardante il concetto di paura:

Sopra di noi si ammassavano nubi scure, e l’aria era pregna della sensazione opprimente del tuono. Pareva che la catena di montagne avesse separato due atmosfere, e che ora fossimo entrati in quella dei tuoni. Anch’io ora guardavo fuori, cercando di scorgere il mezzo che mi avrebbe portato dal conte. Ad ogni istante mi aspettavo di vedere il bagliore delle lanterne nel buio; ma c’era solo oscurità. L’unica luce era il raggio tremolante delle nostre lanterne, nel cui alone si effondeva in una nuvola bianca il vapore dei cavalli affaticati” (tratto da Dracula di Bram Stoker)

Così racconta il suo avvicinamento verso la residenza del conte Dracula Jonathan Harker.  L’atmosfera tetra permette, già in un primo momento, di temere il personaggio, in questo caso il conte Dracula, senza nemmeno averlo visto. Questa caratteristica “principe” della paura andrà, con il passare del tempo, scemando introducendo nuovi significati e nuove ambientazioni. Anne Rice con Intervista col vampiro ridefinisce i termini di paura in maniera completamente diversa da quella accettata in passato. Lasciare al vampiro stesso l’analisi del suo passato e delle sue gesta non poteva non mostrare tutti i punti deboli che un animo, a quanto sembra rimasto umano, può mostrare parlando di se in prima persona. In principio, e in particolare nella letteratura e filmografia horror, si era portati a provare paura per le sorti dell’eroe di turno braccato dal mostro in un’ambientazione simile a quella descritta sopra. Con il cambiare dei tempi, e dei personaggi rappresentati, la paura è arriva  a essere provata, da parte dello spettatore/lettore, proprio per le sorti del mostro stesso.Mostro quindi passato, a quando sembra, da cacciatore a preda. Il già citato Blade ne è la prova. Un mezzosangue che combatte i vampiri non fa di lui certo un umano, è pur sempre dotato di abilità speciali che lo fa entrare di diritto nella dimensione – mostro. Questo suo schierarsi contro quelli che per metà sono suoi stessi simili fa sì che la nostra paura ora non sia più indirizzata verso la sua figura ma bensì verso la sua incolumità. Temiamo per la sua vita. Lo vediamo come il paladino della giustizia che porta avanti la sua battaglia per “amore” verso l’umanità, come Jonathan Harker porta avanti la sua per amore verso la sua amata Mina. Quello che accade quindi è una vera e propria rivoluzione. Vampiro non più causa di terrore ma bensì di premura da parte dello spettatore che adesso si vede schierato dalla sua parte rispetto al passato.

Armando

2 commenti


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