TV addio! Quinta puntata: anni 2000

Il punto di non ritorno, a mio avviso, arriva proprio con l’avvento del nuovo millennio. Sono i reality a sedersi sul trono televisivo. Programmi questi che in un primo memento possono incuriosire, cambia infatti il “divo” della TV grazie a esso, ma che allo stesso tempo non lascia nulla di concreto allo spettatore. È il “Grande Fratello” ad aprire le danze che vedrà un susseguirsi di programmi che seguiranno la scia tracciata da questo franchising studiato ad hoc sul piccolo schermo. Probabilmente George Orwell si sarà rivoltato nella tomba assistendo a come la sua visione del Big Brother, in quello che presumibilmente è il suo romanzo più famoso 1984, è stata distrutta completamente in nome di quell’audience che ha rovinato tutto. Non è solo, per fortuna, un buco nero questo decennio. Infatti la globalizzazione mediatica ha permesso allo spettatore di conoscere in tempo reale notizie provenienti dall’altro capo del mondo. Non dimenticherò mai quell’undici settembre 2001. Quel pomeriggio guardavo la TV, il canale televisivo dedicato a RTL 102.5, quando la notizia dei due aerei schiattatisi sulle torri del World Trade Center mi ha messo sotto il naso le immagini in diretta di quella tragedia. È da qui che le nuove tecnologie di comunicazioni inizieranno a prendere possesso di mezzi come la televisione e non solo. Per quanto riguarda le figure di spicco di questo decennio, sul piccolo schermo sembra esserci stata una battuta d’arresto causata, a quanto pare, da quei reality che hanno portando in scena gente comune senza né arte né parte. Così facendo, questi nuovi programmi, sono stati capaci di mettere in ombra individui che in un’altra epoca avrebbero avuto le luci della ribalta tutte per loro. È un ipotesi quest’ultima, certo, ma se ci fermiamo a riflettere i conti sembrano tornare.

Armando

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