I thriller storici: tra realtà e fantasia

Il genere thriller è probabilmente quello più letto e apprezzato dai lettori della nuova generazione e non solo. Unito a una impronta storica ben definita permette a noi lettori di poter gettare uno sguardo su un passato, a volte anche remoto, della storia dell’umanità. Questo ci dà la possibilità di apprezzare e magari rivalutare periodi storici e culture di cui conosciamo poco o niente. Insomma, il thriller storico è una vera e propria macchina del tempo a nostra disposizione. Naturalmente, nella maggior parte dei casi, gli autori che ambientano i loro romanzi in epoche storiche includono all’interno dei loro scritti episodi di pura fantasia e inventiva. È una cosa naturale, possiamo conoscere qualche episodio accaduto, alcuni dei personaggi reali che vi hanno partecipato ma è necessario inserire riferimenti ed episodi fittizi per poter contestualizzare meglio tutto il periodo in esame. Il lettore deve essere, in questo caso, bravo e attento a non commettere l’errore di prendere il tutto per buono. Non prendere tutto il contesto ed etichettarlo come fatto storico reale nel suo complesso insomma. Chi legge, infatti, deve tenere sempre conto che si trova in ogni caso a contatto con un romanzo. Tenere conto quindi che il fondersi tra eventi reali e quelli di pura fantasia deve essere una condizione sempre presente in chi porta avanti questo tipo di lettura. Fatta questa dovuta premessa, il thriller storico è molto più di un romanzo. È una finestra sul passato, sul nostro passato che, come già accennato, potrebbe anche farci rivalutare quei periodi considerati erroneamente arretrati e “primitivi”. I social, grazie ai gruppi dedicati, sono in grado d’indicizzare gli appassionati di questo genere riuscendo a metterli in contatto tra loro anche a chilometri di distanza. Io stesso mi sono ritrovato, un po’ per caso, a fare parte di uno di questi. Il gruppo in esame si chiama proprio “Thriller storici e dintorni”, gruppo diventato ormai una vera e propria comunità che ospita più di 3000 membri. Comunità che vede al timone, termine azzeccatissimo in quanto genovese, Roberto Orsi e al suo fianco un co-capitano altrettanto esperto, la monzese Sara Valentino. In questo salotto virtuale, ci si scambiano opinioni, consigli di letture e considerazioni di vario genere. Il tutto naturalmente condito da una familiarità e da un rispetto dei pareri altrui che non possono non essere parte integrante di un dibattito sereno. Affronteremo insieme l’effetto positivo dei social in maniera più approfondita nell’articolo di settimana prossima.

Armando

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