Teoria sulla lettura undicesima puntata: Supporto all’attività didattica

Non è raro assistere all’antipatia degli studenti verso l’impegno scolastico. In molti casi, come già accennato, questi vedono nei programmi didattici proposti dalle scuole niente di più che un’imposizione. Programmi che riguardano argomenti che per quanto interessanti non riesco ad attrarre i ragazzi proprio per “colpa” di questa imposizione. A questo tipo di attività scolastica necessaria, infatti un percorso ponderato di acculturazione generale non può che fare bene allo studente, dovrebbe affiancarsi un’attività che coinvolga lo stesso in maniera diversa. Quello che manca nel nostro sistema scolastico nazionale è un completo coinvolgimento dello studente, colui che dovrebbe essere il protagonista di questo sistema e che sembra a oggi ricoprire il ruolo del semplice spettatore. All’attività didattica si deve necessariamente inserire un impegno che permetta di far emergere le varie caratteristiche individuali che il singolo studente porta con se. I reali protagonisti del sistema scolastico hanno bisogno della regia attenta dei docenti che gli forniranno un copione in modo da portare avanti il lavoro. Gli studenti allo stesso tempo devono poter essere messi nella condizione di esprimere il loro potenziale. Proprio dalla base di questa considerazione sono partito per la stesura di un progetto culturale atto a coinvolgere lo studente a 360. Non solo tra le mura scolastiche ma facendogli impiegare il suo tempo libero non scolastico, o almeno una parte di esso, in maniera costruttiva. Questo progetto vuole avvicinare il ragazzo in crescita al mondo della lettura mostrandogli una miriade di possibilità di scelta a cui può avere accesso e che è in grado di fornirgli i benefici di cui abbiamo già discusso. Questo progetto l’ho chiamato Quadrimestre di Genere. A mio avviso, l’integrazione di una lettura scelta autonomamente dallo studente e discussa in sede scolastica, dando così la possibilità di un confronto con coetanei e docenti, potrebbe essere una risposta all’apatia che gli studenti stessi, gran parte di loro, provano nei confronti della struttura scuola. Affiancare un genere letterario a ogni quadrimestre aprirebbe le porte a quel dialogo studente – istruzione che a oggi manca. Non prendiamoci in giro, è un sistema quello della scuola che va rifondato completamente. Spiego, interrogo e do un voto non è una condizione che permette l’accrescimento dello studente. Una volta che manca il fulcro di tutto, l’ascolto, il sistema in questione è destinato a fallire. Credo che la lettura non imposta possa essere quel punto di congiunzione, quel mezzo che permetterebbe una ristrutturazione completa e semplice che traghetterebbe davvero il mondo scuola nella nuova Era. Se poi a questo inserimento in sede scolastica si va ad affiancare l’utilizzo di strutture culturali presenti in ogni città, come le biblioteche, il discorso farebbe un ulteriore passo in avanti. Si andrebbe a creare così la condizione giusta che permetterebbe ai ragazzi di proseguire il discorso lettura anche fuori delle mura scolastiche, rendendo il tempo, o almeno una parte di esso, extra scolastico produttivo ed essenziale per la maturazione dello studente.

Armando

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