Teoria sulla lettura quattordicesima puntata: Conclusioni

Non è possibile trarre delle conclusioni sulla mia Teoria sulla Lettura, almeno non ora. Le ipotesi da me formulate vedono un quadro futuro roseo per tutti quegli studenti che si avvicineranno autonomamente alla lettura. C’è bisogno di un riscontro pratico però per poter confutare quella che in ogni caso, a oggi, rimane nient’altro che una teoria. Il mio augurio è quello di riuscire a trovare riscontri e pareri positivi da parte del Sistema Scolastico Statale, nonché da parte del Ministero della Pubblica Istruzione e di poter iniziare questa nuova avventura dimostrando con i fatti le mie buone ragioni. Sono convinto che quello che oggi è considerato da me un progetto possa diventare in futuro uno standard nazionale. Un qualcosa di permanente che sarà un supporto importante all’attività didattica che potrà solo fare bene al sistema e soprattutto agli studenti. Inoltre, e non punto di poco conto, si verranno a creare, grazie all’introduzione del progetto Quadrimestre di Genere, migliaia di posti di lavoro per personale specializzato. Soggetti questi, che soprattutto in campo culturale, sono stati fortemente penalizzati nel corso degli ultimi anni. Il tutor bibliotecario, così come descritto nell’articolo a lui dedicato, sarà una figura di riscatto verso questo mondo che ha subito troppo il disinteresse da parte delle istituzioni. Un riscatto anche verso quei ragazzi che dopo tanti sacrifici, economici e di studio, si sono visti sbattere la porta in faccia dal sistema. Inoltre sfrutteremo al meglio le strutture bibliotecarie che accoglieranno i giovani studenti e gli forniranno quel mezzo fondamentale per la loro crescita e maturazione: i libri. Se tutto questo non bastasse, l’effetto scaturito dall’introduzione del progetto dovrebbe essere in grado di riempire nuovamente le librerie, aiutando così facendo il mercato editoriale a uscire da quella crisi che lo attanaglia ormai da troppo tempo. È il momento di fare qualcosa di concreto, c’è né un disperato bisogno, non abbiamo più tempo da perdere. Ripartiamo dalla cultura, dalla lettura autonoma come mezzo di diffusione di essa. È l’arma migliore presente nel nostro arsenale capace di risollevare una nazione che rischia di perdere la sua identità culturale. La culla della cultura oggi risucchiata non solo nel baratro dall’influenza negativa dei media ma anche da quel sistema europeo che sta facendo di tutto per mettere in cattiva luce il nostro bel paese, penalizzando e minacciando politicamente una di quelle nazioni, se non la prima, a cui l’Europa deve tutto culturalmente parlando.

Armando

2 commenti


  1. Sono pienamente in accordo con te , se la lettura è veicolata da emozioni, musicalità e ritmo delle parole, non appena i bambini acquisiscono la tecnica diventano abilissimi nella scelta e comprensione dei testi e la lettura diventa fluida, armonica ,sentita e i pensieri profondi anche nei bambini molto piccoli,
    con espressioni di saggezza e filosofia e attitudine alla riflessione e alla gioia.
    Grazie per il tuo progetto.
    Maria Grazia

    Rispondi

    1. Grazie a te Maria Grazia :). Spero di poterlo sviluppare presto e in maniera continuativa sul campo, in modo da dimostrare a mia teoria. Grazie ancora

      Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.