Stephen King – La chiamata dei tre. La torre nera 2

“La chiamata dei tre” riprende la narrazione delle gesta di Roland, l’eroe solitario deciso a raggiungere la misteriosa Torre. Nel loro definitivo confronto-scontro l’uomo in nero aveva predetto la sorte a Roland con uno strano mazzo di tarocchi. Ora il pistolero si ritrova seduto su una spiaggia del Mare Occidentale, dopo un sonno che forse è durato anni. Sa che dovrà trovare le tre porte spazio-temporali per introdursi nel nostro mondo e raggiungere così i tre predestinati. Ma come individuarle? Mentre medita sul da farsi, mostruose creature emergono dalle acque e tentano di divorarlo, mutilandolo orrendamente

È questo probabilmente il romanzo che mostra l’evoluzione dello scrittore statunitense. Se si mettono a confronto questo secondo capitolo di una saga divenuta ormai un cult, La torre nera appunto, e il primo lavoro, scritto dallo stesso King nel pieno della sua adolescenza, non si può non notare grosse differenze stilistiche anche se il marchio di fabbrica a cui ci ha abituato è sempre lo stesso. King non è uno scrittore “occasionale” come molti suoi colleghi. Stephen King vive di scrittura, lavora per la scrittura e in sua compagnia passa gran parte della giornata. Ecco come è possibile un’evoluzione e una qualità sempre maggiori nelle sue produzioni. La chiamata dei tre è un vero e proprio viaggio non solo attraverso epoche e mondi paralleli al nostro ma risulta essere una riflessione sulla condizione umana. Cosa ci spinge a compiere quella data azione? Siamo noi a scegliere o è il mondo che ci circonda a prendere decisioni per nostro conto? Davanti a eventi fuori dalla nostra portata abbiamo una seconda chance da ricercare o dobbiamo lasciarci andare in balia delle onde del mondo che ci ricorda? Questo secondo capitolo ci mette davanti a situazioni assurde probabilmente ma che la cronaca ha illustrato, purtroppo, più volte nel corso del tempo. La maestria di unire fantasia e vita quotidiana lasciando al lettore la parola ultima sulla questione è da sempre il punto di forza di uno scrittore che per quanto criticato, sminuito e, a volte, persino ridicolizzato per i suoi lavori dimostra di aver vissuto sulla sua stessa pelle quanto accade ai protagonisti dei suoi lavori. Certo, temi, cause e situazioni sono diverse ma la sostanza non cambia. Eroe e antieroe sembrano incontrarsi spesso interpretando lo stesso ruolo, che sia protagonista o semplice comparsa non importa. La chiamata dei tre mostra con una forza devastante il nostro mondo, quello che l’essere umano ha creato per sé, malato e finto a quanto pare. Lo stesso King sembra volerci dire:

Nonostante quello che accade tu resta vivo, non mollare. In un modo o nell’altro troverai il bandolo della matassa ma, non dubitare, non sarà facile”.

Punteggio:

Armando

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