Stephen King – It

In una ridente e sonnolenta cittadina americana, un gruppo di ragazzini, esplorando per gioco le fogne, risveglia da un sonno primordiale una creatura informe e mostruosa: It. E quando, molti anni dopo, It ricompare a chiedere il suo tributo di sangue, gli stessi ragazzini, ormai adulti, abbandonano la famiglia e il proprio lavoro per tornare a combatterlo. E l’incubo ricomincia. Un viaggio illuminante lungo l’oscuro corridoio che conduce dagli sconcertanti misteri dell’infanzia a quelli della maturità

It, considerato ormai una pietra miliare della letteratura americana. Assurdo pensare a quante critiche ha ricevuto in passato Stephen King per il suo stile “Semplice e grossolano”. Certo è che qualche “illustre” critico letterario, dall’alto della suo onniscienza, avrebbe fatto meglio a tacere piuttosto che ghigliottinare il collo di colui che merita a pieno titolo la nomea di Scrittore. Romanzo questo entrato di diritto tra i racconti capace di terrorizzare chiunque, grandi e piccoli. Lo scrittore statunitense mette al centro di questo romanzo bambini considerati, anche da loro stessi, dei perdenti. Saranno loro a dare filo da torcere al buon vecchio Pennywise. King conferisce, come per il suo primo romanzo Carrie, la nomea di protagonista, in questo caso più di uno, nelle mani di coloro che subiscono atti di bullismo, dimostrando quando questo tema sia a lui caro. Inutile parlare dello stile, lineare e scorrevole, più di 1300 pagine che volano coinvolgendo sempre di più il lettore. Un romanzo questo che narra di bambini divenuti adulti e costretti loro malgrado a tornare all’infanzia per poter sconfiggere una volta per tutte il loro nemico e, soprattutto, le loro paure. King sembra volerci fornire un’unica soluzione per poter venire a capo del problema: la cooperazione, unica arma per poter affrontare i problemi della vita.

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Armando

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