Sport e Motori

Due parole accostate spesso al centro di dibattito. Ma gli sport dove i motori, l’elettronica e le strategie sono protagonisti possono essere considerati tali? No se la domanda è questa. È sbagliato considerare il mezzo il fattore sportivo. Non è l’auto, la moto o qualsivoglia mezzo usato per quella determinata corsa ma, bensì, è il pilota a essere inserito a pieno titolo all’interno di un contesto sportivo. Fare il pilota, infatti, non significa semplicemente guidare un mezzo. Questo soggetto è costantemente in allenamento. Allenamenti mirati all’attività in esame, questo è certo. Ciò non significa che l’individuo in questione non sostenga attività intense ed estenuanti per arrivare a quella preparazione fisica che gli permette di guidare al meglio il mezzo a disposizione. Certo, lo staff tecnico e tutto quello che riguarda la preparazione del mezzo fa la differenza in uno sport dove è la velocità la protagonista assoluta. Ma facciamoci una domanda: avete mai visto “chiunque” vincere un mondiale o è un’esclusiva di pochi piloti in grado di gareggiare davvero per il titolo? Certo qualche caso eclatante è accaduto nel corso dei decenni. Meteore come Kenny Roberts, Jr., motociclista campione del mondo nella classe 500 nel 2000, o Jacques Villeneuve che beffò il più blasonato Michael Schumacher nel lontano 1997. A parte casi eclatanti come questi, sono pochi gli attori a essere i veri protagonisti. La dedizione agi allenamenti, le buone caratteristiche fisiche e l’impegno costante portano anche questi atleti, come i loro colleghi lontani dagli sport motorizzati, a essere considerati a tutti gli effetti sportivi. L’auto è solo un mezzo e nulla più.

Armando

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