2 commenti


  1. Concordo in toto con il post. E per rispondere ad Alfio Giuffrida direi che gli emergenti non interessano alle grandi case editrici, perché non possono permettersi il lusso di investire sugli sconosciuti. Preferiscono dormire tra due guanciali e pubblicare nomi noti al mondo dello spettacolo o altro, anche se non sono propriamente bravi scrittori. Dopo anni sul campo, ho capito che l’arte tutta è purtroppo un mero business, nulla più. “Sfondi” solo se: A) investi parecchio denaro su te stesso . B) hai un contatto importante e molto in vista ( gallerista, critico,editore). Quindi? Quindi, o lo fai per pura passione o ti illudi di essere ” visto” da occhi benevoli.

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    1. Buonasera Raffaella, parlerò della situazione dell’editoria dettagliatamente tra qualche tempo. Ho un’idea in merito. Se un giorno questa si tramuterà in realtà sarà la fine in primis delle piccole e medie case editrici e successivamente andrà a dar filo da torcere alle major. Il mercato editoriale pagherà il non aver mai iniziato quel discorso da talent scout che avrebbe dovuto intavolare sin dall’inizio. Discorso che avrebbe conferito alle case editrici di certo un’impronta diversa. Attenti ad Amazon. Grazie 1000 per il tuo intervento, ti auguro buona serata

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