Serie TV: The Frankenstein Chronicles

Londra, 1827. L’investigatore John Marlott trova il corpo senza vita di una giovane ragazza sul Tamigi. Quando si avvicina per ispezionare il cadavere, la bambina gli stringe il polso in un ultimo sussulto di vita. Durante l’autopsia si scopre che il corpo è composto da più bambini, cuciti e “assemblati” assieme in quella che sembra l’opera di un folle chirurgo. Travagliato e inconsolabile per la sua storia personale (ha perso la moglie e la giovane figlia), malato di sifilide e vittima di sempre più insistenti allucinazioni, Marlott non rivela a nessuno che il cadavere della piccola sconosciuta era vivo nel momento del ritrovamento. Marlott inizia così ad investigare sui più recenti casi di bambini scomparsi, mentre attorno a lui si muovono loschi personaggi della politica e dell’ambiente medico londinese che cercano in tutti i modi di sviare le sue indagini

Le serie TV a sfondo storico sono da sempre la mia passione. Se a questo poi si va ad affiancare una storia che sembra rimanere in sospeso tra realtà e finzione il successo è assicurato. Con The Frankenstein Chronicles, telefilm britannico andato in onda in due stagioni dal 2015, si affronta il tema del mostro pronto a sacrificare tutto e tutti in nome della gloria eterna. Il titolo parla chiaro, in una Londra vittoriana si aggira un individuo pronto a riportare in vita i morti creando una nuova creatura, così come il dottor Victor Frankenstein fece nel famoso romanzo della scrittrice Mary Shelley. È proprio lei, la scrittrice Mary Shelley, in carne e ossa a partecipare attivamente a quanto succede in questo susseguirsi di eventi al limite dell’assurdo. Tirata in ballo dal senso di colpa per aver involontariamente invitato uno squilibrato a portare avanti gli esperimenti citati nel suo libro, la sua presenza dà alla serie un forte impatto emotivo capace di lasciare lo spettatore/lettore colpito nell’assistere a tutto ciò. A metà tra thriller, horror e poliziesco, The Frankenstein Chronicles sembra possedere tutte le caratteristiche giuste per avvicinare a sé il grande pubblico. Peccato vedere prodotte solo 2 stagioni da 6 episodi l’una, tra personaggi di pura fantasia e altrettanti realmente esistiti si poteva forse osare di più.

Punteggio:

Armando

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