Il self publishing e il suo impatto sul mondo editoriale

È questa la grande rivoluzione che sta cambiando in una maniera inaspettata il mondo dell’editoria del XXI secolo. Al giorno d’oggi, tutti abbiamo l’opportunità di presentare le nostre idee, i nostri racconti e tutto quello che ci passa per la testa con un semplice clic. Ci siamo mai chiesti da cosa nasce questa idea che sembra star spezzando le gambe a tutti quegli editori che si sono prodigati nella diffusione della cultura fino a ora? Da un lato, l’avvento di questa nuova tecnologia ha aperto, come già accennato in altri articoli, le porte a quella lettura digitale che ha semplificato, almeno così pare, il modo di leggere. Così facendo sembra sia riuscita a coinvolgere un maggior numero di persone e permettendo ad altrettante di diventarne i protagonisti proprio grazie al self publishing. Dall’altro, e questo forse è il motivo principale, l’avvento dell’auto pubblicazione è da attribuire a tutti quegli editori “sciacalli”. Soggetti che, approfittandosi della loro posizione, hanno cercato di spremere il povero scrittore non solo acquisendo i diritti del suo libro ma chiedendogli anche un compenso per la pubblicazione. Quest’ultimo punto non è da prendere sotto gamba. Infatti, soprattutto negli ultimi decenni, sono spuntate come funghi centinaia (se non di più) case editrici che si sono poste in questa maniera. Non solo nei confronti di scrittori, soprattutto emergenti, ma si stanno rivelando delle vere e proprie “gatte da pelare” per tutti quegli editori seri che fanno di questa professione una vera e propria missione. Se poi a queste considerazioni andiamo a sovrapporre anche il potere forte di alcune multinazionali, come Amazon, la situazione diventa ancor più pesante. L’editoria sembra essere diventata in parole povere un business senza alcun contenuto. Possono sembrare parole forti le mie ma è così. Senza revisione e senza il parere di un secondo individuo esperto, il self publishing, è diventata una vera e proprio giungla letteraria. Un magazzino dove ognuno di noi può stipare la propria merce scritta sperando un giorno di essere notato da qualcuno. Ciò non toglie che alcuni casi eccezionali in questi anni sono accaduti. Scrittori questi che avrebbero meritato maggior fortuna in principio e che grazie all’auto pubblicazione si sono riscattati trovando quelle soddisfazioni che gli erano state precluse in precedenza. Un’arma a doppio tagli quindi questo self publishing, gioie e speranze per gli aspiranti scrittori e, a quanto sembra, ghigliottina per gli editori.

Armando

 

4 commenti


  1. Interessante argomento. La mia opinione è che la tecnologia oggi ha aumentato le possibilità per tutti di “comunicare” e in questo ambito rientra anche la possibilità di comunicare autopubblicando un libro che avrà, quasi con certezza seppure non manchino le eccezioni, una circolazione molto limitata. Voglio dire che a mio parere il selfpublishing non è editoria, e che queste opere non rientrano nell’universo della scrittura, sono più simili alla comunicazione via social network, però sicuramente esercitano un’influenza non indifferente. I prossimi anni ci diranno se tutto ciò creerà un cambiamento irreversibile nell’editoria, nella scrittura, nella cultura, ad esempio segnando il qualche modo la fine del “libro” come tradizionalmente inteso, oppure ci saranno nuovi cambiamenti che faranno considerare il periodo attuale come una semplice parentesi. In un modo o nell’altro credo che un certo ordine (difficile dire quale) si imporrà sull’attuale anarchia.

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  2. La ringrazio per il suo intervento. Con le sue parole ha disegnato un quadro completo della situazione vista in chiave diversa dal solito. Vedremo in futuro come si evolverà la situazione. Grazie ancora

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  3. SI EFFETIVAMENTE E’ DAL 1977 CHE COMBATTO LA CENSURA E PUBBLICO IN DIVERSE LINGUE A LIVELLO EUROPEO E POSSO CONFERMARE CHE COME VEDETE NELLA MIA INTERVISTA IN ESCLUSIVA PER L’ ITALIA …. SECONDO I DIRITTI UMANI DELLA CONVENZIONE DI GINEVRA 1949, LA CULTURA DOVREBBE ESSERE GRATUITA PER TUTTI … E LEGGERE E’ L’ OSSIGENO PER LA NOSTRA ANIMA, NON SI PUO’ COMMERCIALIZZARE E IMPEDIRE ALLE POPOLAZIONI DI LEGGERE QUELLO CHE GLI INTERESSA VERAMENTE A LIBERO ARBITRIO …..
    INTERVISTA SUL TEMA DEL VOSTRO ARTICOLO
    https://operauno.wordpress.com/interviste/intervista-con-cosmo-gandi

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    1. La ringrazio per il suo intervento Cosmo.Il tema della libertà di stampa è da sempre dibattuto ma i risultati in merito, a oggi, sembrano essere scarsi. Il web permette si una libertà in questo senso ma siamo, purtroppo, stati in grado d’infettare anche questo mondo. Tra stupidi, divenuti famosi per non si sa bene quale pregio, e notizie ribattezzate come “bufale”, anche questo potente mezzo sta andando in frantumi. Mezzo che avrebbe dovuto rappresentare il “quinto potere”, quello del popolo mondiale, a oggi è affollato per gran parte da frivolezze e nulla più.

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