Roberto Giacobbo passa a Mediaset

Avevo programmato un articolo su di lui proprio al ritorno dalle vacanze estive. La sorpresa è arrivata durante l’estate appena trascorsa, Roberto Giacobbo è il nuovo volto culturale di Mediaset. Che colpo per la televisione commerciale che, diciamolo pure, ha forse fin troppo trascurato il lato culturale della TV in questi anni. Mediaset ha puntato su un cavallo vincente che può, con il suo bagaglio culturale e quella faccia pulita che tanto piace a noi appassionati di documentari, riequilibrare quella contesa che vede oggi la RAI primeggiare grazie alla presenza sopratutto della famiglia Angela. C’è da riflettere sul perché Mediaset non abbia fatto prima questa mossa. Dal mio punto di vista annoverare tra i personaggi televisivi a disposizione gente come Vittorio Sgarbi e Alessandro Cecchi Paone, impegnati in quel disastroso mondo del gossip io non so proprio perché, senza riuscire a far esprimere il loro potenziale culturale è un mistero degno di un programma TV. Roberto Giacobbo non ha bisogno di presentazioni, lo conosciamo tutti grazie al programma Voyager andato in onda su RAI2 per ben 15 anni. Una sua presenza a Mediaset si è già vista nel 1994 quando realizza uno dei programmi che guardavo sempre da bambino su Rete4, “La macchina del tempo”, condotto allora da quello che avrebbe dovuto interpretare il ruolo di traghettatore culturale, il già citato Checchi Paone, di quel gruppo televisivo privato che, purtroppo, all’epoca evidentemente  non ha creduto nelle potenzialità della cultura. Ma niente è perduto. Insieme al professor Giacobbo approda a Mediaset un interessante canale culturale gestito fino a pochi mesi fa da Discovery Italia, Focus. È innegabile, a questo punto, una collaborazione tra lo stesso conduttore e questo canale che già di suo ha dimostrato di poter proporre un’interessante programmazione culturale a 360°. Insomma, Mediaset sembra essere tornata in pista per quanto riguarda la cultura. Il curriculum di Roberto Giacobbo è una garanzia, il suo approccio con lo spettatore poi non ha nulla da invidiare a altri presentatori e professori che di cultura si occupano su altre reti. Sarà una stagione televisiva, quella 2018/2019, davvero interessante dove assisteremo finalmente a una lotta a colpi di audience dove la cultura sarà protagonista assoluta. A vincere, naturalmente, siamo noi spettatori appassionati di questo mondo avendo disposizione una programmazione che ci permetterà di metterci comodi sul divano e di “ubriacarci” di documentari e chicche riguardanti il mondo che tanto amiamo.

Armando

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