Qual è il futuro dell’editoria?

Non è una domanda facile a cui rispondere. L’editoria è un mondo radicalmente cambiato soprattutto dai primi anni di quest’ultimo decennio. Se fino a poco tempo fa c’era una sorta di misura standard dettata dalle case editrici con l’avvento dell’auto pubblicazione si è aperto un vero e proprio mondo nuovo. Nuovo perché l’autore ha la libertà di saltare quella valutazione e contrattazione editoriale fino a poco tempo prima essenziale per poter arrivare a competere su questo mercato. Il futuro probabilmente riserverà a questo mondo una nuova immagine. Un immagine che non credo sia proprio rosea per le case editrici piccole e medie sparse sulla penisola. Amazon soprattutto è da tenere d’occhio. Questa può essere nient’altro che la mia visione del futuro editoriale quindi prendiamola con le pinze. Da anni ormai Amazon è il principale canale che permette il self pubblishing in tutto il mondo. Da qui sono emersi scrittori di un certo calibro oltre a piccoli autori che magari hanno trovato in questa passione un modo per arrotondare. In questi anni Amazon non si è curato dello scrittore in se ma secondo me delle stime, delle statistiche e dei dati che ne sono venuti fuori. Non mi stupirei più di tanto ne vedere la stessa Amazon, tra la fine del 2018 e il 2020, diventare una vera e propria casa editrice. Una svolta del genere avrebbe un impatto devastante sulla piccola editoria. Con il potere mediatico e finanziario che si ritrova, Amazon potrebbe puntare al ruolo di talent scout per quanto riguarda gli scrittori, quelli veri, e continuare con il self per tutti gli altri. Diventerebbe padrone di questo mondo, una sorta di Grande Fratello editoriale se vogliamo dirla alla Orwell. Gli editori dovrebbero iniziare a pensare a un quadro simile per poter trovare, per quanto possibile, una soluzione a una possibilità che se diventasse realtà avrebbe sull’editoria lo stesso effetto di una bomba atomica.

Armando

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