Programmazione annuale degli allenamenti: pro e contro

È una soluzione questa che viene presa seriamente in considerazione soprattutto da qualche anno a questa parte dopo una attenta analisi di alcuni fattori. Dopo un’analisi riguardante la composizione corporea, obiettivi da raggiungere, tempo a disposizione per le sedute di allenamento, si può azzardare a mettere su un piano che va a spalmarsi nel corso dell’anno. Di sicuro un percorso questo che deve essere ben curato e strutturato. C’è bisogno di un approccio diverso rispetto al classico cambio scheda che si fa generalmente ogni tot settimane. Una soluzione che sicuramente richiede uno sviluppo in termini di tempo più lungo da parte del personal trainer. Allo stesso tempo consegna all’atleta tutti i dati di cui deve disporre in un lungo periodo senza dover affrontare un secondo colloquio con lui per discutere del passo successivo. Probabilmente un’impostazione del genere potrebbe essere visto come un azzardo. “Come faccio a sapere che tutto andrà per il verso giusto?”; “Chi mi garantisce che non intervengano fattori che vanno a penalizzare il mio lavoro di costruzione?”; “È irreversibile?”. Sono tutte domande lecite che un atleta, davanti un approccio del genere, deve necessariamente porsi. Prima di tutto c’è da chiarire un punto fondamentale: nessun programma è irreversibile. In corso d’opera se qualcosa non quadra si può sempre discuterne e cambiare il programma. Per le restanti 2 domande, l’atleta si mette nelle mani di un professionista. Se ha stima e fiducia in lui di certo diventano nient’altro che domande spazzate via proprio dal rapporto che si crea tra Istruttore e atleta. Forse, ma di questo non ne ho sicurezza alcuna, un discorso diverso fa affrontato che il coaching online. Qua il problema può materializzarsi da ambo le parti. Non avendo possibilità di seguire passo passo l’atleta, il personal trainer online non ha la possibilità di valutate, di toccare con mano, i reali bisogni dell’individuo seguito. Questo non significa che non vada bene un approccio del genere, molti professionisti lavorano così con buoni risultati, ma quel distacco potrebbe creare un problema. In definitiva, impostare un programma a lungo termine non è un approccio sbagliato. L’atleta deve dar fiducia al proprio coach che, sicuramente, sarà pronto a variare qualcosa se necessario in corso d’opera, presente fisicamente in sala attrezzi o via web.

Armando

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