Professional BB: prima puntata – gli albori

Quello che oggi conosciamo come bodybuilding professionistico altro non è che la ricerca di bellezza, forza e virilità che in un tempo passato hanno condito il mondo antico. Dall’antica Grecia al fiorente impero romano passando da quella cultura spartana che tanto ha sbalordito l’essere umano dell’epoca, e non solo, la ricerca di una forma perfetta per quanto riguarda il corpo è sempre stata una costante presente ovunque. Gli scultori e artisti di quei tempi ci hanno lasciato tantissime prove di quello che dico. Uno su tutti il discobolo di Mirone o, se vogliamo restare nel nostro bel paese visto il suo ritrovamento in questi confini, i bronzi di Riace rispecchiano appieno quella ricerca di perfezione fisica tanto decantata allora tanto quanto in questi tempi moderni. Certamente, i dipinti e le statue arrivate fino ai nostri gironi avranno subito un “abbellimento” estetico rispetto alla realtà del personaggio protagonista. Alla luce di ciò facciamoci una domanda: possiamo considerare questo modo di distorcere, a fin di bene, la realtà in nome del bello, dell’arte, la prima vera forma di doping? A mio avviso probabilmente sì. Certo, un doping che non va a rovinare la salute di chi posa per questa o quell’opera. Si tratta infatti di una distorsione della realtà che di certo c’era ma a fin di bene e nel nome del bello. Parliamo di un’epoca dove l’alimentazione era molto diversa. Assenti all’interno di essa l’aggiunta di zuccheri inutili. Un’alimentazione quella antica che dà spazio a legumi, carni di tutti i tipi, frutta fresca e secca. Un’alimentazione capace di tirar fuori la plasticità fisica con molta più facilità rispetto a oggi ma un “aiutino” da parte dell’artista di certo non guastava. Da quello appena detto possiamo tranquillamente affermare che ogni epoca, a questo punto, e ogni civiltà ha fatto la conoscenza di una forma di doping. Certamente, lo ripeto, non uguale a quella odierna ma atta a fare di un’opera un pezzo unico da guardare e da apprezzare senza nuocere a nessuno.

Armando

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