“Oggi è l’inizio della fine” – Luglio 2006

È quello che ho pensato la sera in cui la nazionale di calcio italiana ha “vinto” il mondiale di Berlino 2006. A quel tempo, nel pieno della bufera calciopoli, ho avuto modo di riflettere bene su quel sistema calcistico tanto amato fino a pochi giorni prima e divenuto adesso il mio demone. Non è un segreto, non ho tifato per loro in quel mondiale. Perché avrei dovuto? La passerella di calciatori, dirigenti e tutte le cariche del sistema coinvolte in questa bufera non facevano altro che uno scarica a barile contro questo o contro quello. Per chi avrei dovuto tifare se nessuno si faceva carico di responsabilità così grosse? La verità, a mio avviso, e che tutti fossero coinvolti, tutti. A farne le spese, come detto la settimana scorsa, siamo stati noi tifosi, noi e soltanto noi a pagarne il prezzo. C’è da dire, purtroppo, che molti di questi, la grande maggioranza, hanno preferito voltarsi dall’altra parte piuttosto che affrontare il problema. La verità è che l’Italia, e di conseguenza l’italiano, senza calcio non può e non vuole vivere. Oggi ci troviamo a pochi mesi dal mondiale del 2018, onestamente non so neanche dove si terrà. Una cosa per la so: l’Italia non prenderà parte all’edizione di quest’anno. “Oggi è l’inizio della fine” dissi nel 2006 e oggi, scusate il gioco di parole, la fine è arrivata. Dopo il disastro del calcio scommesse cosa si aspettava che succedesse il sistema calcistico italiano? Non ha più credibilità; nessun big vuole venire a giocare, e con buona ragione, in questo campionato; non esiste, da quello che ho capito, un sistema che preservi i giovani italiani ma si va all’estero a cercare calciatori low cost. Ecco riassunto in pochi pensieri quanto accaduto, a mio avviso, in questi ultimi 12 anni. C’è sempre un prezzo da pagare quando le cose assumono una sfumatura tetra e velate dalla nebbia della cosiddetta “fregatura”. Fregatura per i tifosi, certo, ma non per gli addetti ai lavori che continuano a beneficiare dei loro stipendi faraonici (per fare cosa poi) arrotondando con le combine presenti più che mai nel nostro paese. “Oggi è l’inizio della fine” per un sistema marcio, per un albero che continua a sfornare frutti marci fino al midollo.

Armando

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