Nikola Tesla: l’uomo dimenticato che inventò il futuro

In un’epoca come la nostra dove si deve apparire a tutti i costi, altrimenti non sei nessuno, senza né arte né parte parlare di Nikola Tesla non è facile. Il famoso scienziato, aggiungerei sfortunato, serbo naturalizzato americano avrebbe avuto più di un motivo per apparire e per ostentare, passatemi questo termine, il suo sapere. Introverso e solitario, Tesla ha regalato all’umanità una miriade d’invenzioni utilizzate ancora oggi. Tra tutte la corrente alternata, un sistema adottato tutt’ora in tutte le case del pianeta. Da scienziato ha dedicato la sua intera esistenza all’innovazione, al progresso e all’umanità. Ha messo il suo genio a disposizione della collettività senza curarsi, suo malgrado, di “scartoffie” burocratiche quali la registrazione dei brevetti riguardanti le sue invenzioni. Un uomo prima che scienziato, Tesla ha dimostrato al mondo di allora, a cavallo tra XIX e XX secolo, la sua mancanza d’interesse verso quella fama che ha tanto ricercato un suo illustre collega, Thomas Edison. Come avrete ben capito non sono qui a parlare delle creazioni venute fuori dal suo genio. In merito girano centinaia di libri sul tema e probabilmente milioni di post, articoli e vari. Sono qui oggi per dedicare all’uomo, quel Nikola sognatore, il giusto tributo tanto negato in questi 75 anni dalla sua morte. Colui che ha immaginato un mondo dove tutti gli esseri umani sulla terra possono godere a gratis di quei benefici e comodità che il solo dominio dell’elettricità, scusate se è poco, ha conferito noi. Naturalmente questa visione del mondo non può non scontrarsi inevitabilmente con i pareri di governi e scienziati che non sono, ed è più che evidente, dello stesso avviso. Un uomo abbandonato da tutti solo perché più che riempirsi le tasche di denaro ha dedicato la vita a una causa molto più grande. Sulla sua morte, andata in scena nel New Yorker Hotel ufficialmente per attacco cardiaco il 7 gennaio 1943, aleggia un velo di mistero che ancora oggi fa riflettere. Tutti i suoi lavori spariti dopo il decesso. L’elogio al grande uomo, da parte del governo degli Stati Uniti D’America e da tutto il mondo, arrivati solo una volta scomparso lasciano l’amaro in bocca. Approfittarsi di un uomo che ha messo il suo genio al servizio dell’umanità, etichettandolo in vita come pazzo, visionario e con grossi problemi riguardo le relazioni sociali, dovrebbe far riflettere tutti noi. Possibile che le persone per bene debbano, in un modo o nell’altro, fare questa fine? Possibile che al mondo a vincere è sempre la controparte negativa, il cattivo per intenderci, sempre e comunque in nome del denaro?

Armando

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