Lo sport è realmente un’attività educativa?

È una domanda quella presente nel titolo a cui si danno risposte diverse. Alcuni considerano lo sport un mero passatempo, niente di educativo ma solo ed esclusivamente un qualcosa di ricreativo. Io penso che non sia così. Lo sport è molto di più di quando si possa credere. No, non mi riferisco allo sport associato con il business, io parlo dello sport vero e proprio. Un attività questa in grado di far maturare il giovane che, grazie a esso, entrerà in contatto con i suoi coetanei. Vivrà in prima persona l’organizzazione che lo sport di squadra ha. Nel caso sia uno sport individuale, si ritroverà a prendere coscienza delle sue doti, dei suoi difetti rispettando l’avversario che si trova ad affrontare. Certo è, rispetto alle generazioni precedenti, i cosiddetti ragazzi del nuovo millennio vivono una condizione molto diversa dalla nostra. Come dire, probabilmente il giovane d’oggi è meno spensierato rispetto a quello del passato. Ha a sua disposizione distrazioni ricreative che i giovani di un tempo non avrebbero mai potuto immaginare. L’attività sportiva viene relegata ai margini probabilmente per colpa delle nuove tecnologie e non solo. Sociologia e pensatori sono tutti d’accordo nell’affermare che lo sport sia uno strumento valido per la crescita di un individuo. Mette il ragazzo in crescita davanti a responsabilità che in mancanza di esso non avrebbe. È costretto a cooperare trovando soluzioni insieme ai compagni in modo da arrivare a un risultato positivo. Insomma lo sport sembra essere quella che possiamo definire una vera e propria “palestra di vita”. Probabilmente il calo dell’attività sportiva, in alcuni casi assente del tutto, porta le nuove generazioni di ragazzi a isolarsi. Questo causerà una mancanza di confronto non solo con i coetanei ma, in un futuro, con la società stessa. Ho già trattato tale situazione al interno di quella che ho definito teoria sulla lettura. Una situazione che, anche in questo caso, la fa da padrone. Senza attività sportiva il giovane non si relaziona, non pensa, non cerca soluzioni a un problema né da solo ne cooperando con altri individui. Si risconta una mancanza di maturazione cosa che alla lunga farà emergere un problema nella stessa vita sociale del ragazzo. Quindi: perché non si incentiva più il praticare attività sportive? La situazione scolastica italiana è molto indietro rispetto al resto d’Europa in materia e lo è ancora di più se poniamo il problema a livello globale. Gli Stati Uniti D’America, per esempio, puntano molto sull’attività sportiva dei ragazzi. Evidentemente viene considerato un passaggio necessario per quella maturazione che ho nominato poc’anzi. Cosa manca alla nostra nazione? Perché si pone in maniera disinteressata verso lo sport? Cercherò di dare risposte in merito all’interno dell’articolo di settimana prossima.

Armando  

 

 

 

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