Lo sport per eccellenza in Italia, il calcio. Le mie considerazioni

Se avessi la possibilità di parlare con la mia versione di 14 anni fa probabilmente quest’ultimo mi darebbe del pazzo. Sono trascorsi armai 12 anni da quando non seguo più il calcio. L’ho considerato all’epoca, e lo considero tutt’ora, un sistema così malato, brutto e controllato dal dio denaro tanto da costringermi ad allontanarmi da esso. Tengo a precisare un punto fondamentale: io non ho nulla contro il calcio in quanto sport. Gioco ancora oggi con gli amici tutte le settimane e probabilmente non potrei farne a meno. Il calcio visto così è in grado di fare gruppo, creare amicizia e permettere a chi  pratica questa attività goderne in compagnia e all’aria aperta. Il sistema calcio, a mio avviso, è tutto l’opposto. Giochi di potere, combine e, ancora più preoccupante, il mondo delle scommesse sembra aver preso il sopravvento sul sistema dettando tempi e modi. A farne le spese sono, come sempre, i tifosi. Tifosi come me, amavo guardare le partite e tifare la mia squadra del cuore. Oggi, dopo 12 anni di allontanamento da questo sistema, se vado a trarre le somme di quanto vissuto da allora non posso che considerare positivo l’aver abbandonato questo mondo. Certo, ho trascorso momenti in cui ho subito quella che possiamo definire emarginazione. Ero io la pecora nera, colui che ha avuto l’ardire di allontanarsi dal vero e unico dio in Italia, il cosiddetto pallone. Non ho mai rinnegato la mia scelta nonostante questo, la causa era, ed è ancora oggi, giusta. Vivere in prima persona “Calciopoli” mi ha mi ha sbattuto in faccia la verità. Perché perdere altro tempo a tifare multimilionari che non sono in grado di vincere regolarmente? Perché tifare squadre che prendono accordi sottobanco in modo nono solo da sistemarsi la classifica ma ricavarne un bel tesoretto? Perché dare fiducia a una federazione calcistica che pullula d’incompetenti, vigliacchi e buoni a nulla? Credo sia questo il mio primo vero sfogo contro tutto questo. Mai prima d’ora avevo esposto così il mio pensiero. Intavolare una conversazione del genere con chi segue ancora il sistema è impossibile, non si accetta semplicemente il parere di qualcuno che “osa” pensarla diversamente dalla massa. Cosa farebbero i tifosi italiani privati del calcio? Come potrebbero improvvisarsi allenatori, moviolisti o chiamateli come vi pare, senza la massa da bar pronti ad ascoltarli? Sono questi i punti che mi hanno portato al silenzio. Dopotutto avevo il mio pensiero e mi stava bene così. “Oggi è l’inizio della fine” una mia frase detta in tempi non sospetti. Settimana prossima vi spiegherò a cosa mi riferivo e perché.

Armando

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