L’Italia e i supereroi

Un rapporto che sembra essere a tutti gli effetti conflittuale. Questo non riguarda minimamente coloro che usufruiscono di tale prodotto, se così possiamo definirlo. Infatti, l’Italia pullula, da nord a sud, di appassionati che non vedono l’ora di leggere o andare al cinema a godersi una nuova avventura del loro supereroe preferito. Se le cose stanno così, perché l’Italia non è in grado di produrre personaggi nuovi per poter competere su questo mercato? Come già accennato nelle scorse settimane, non è l’inventiva che manca all’autore Italiano, sia esso fumettistico o filmico. A conti fatti sembra essere lo stesso mercato nazionale che preclude l ‘arrivo al successo di un personaggio. Probabilmente l’immagine usata per aprire questo articolo inquadra bene il contesto in cui è rinchiusa la nostra penisola. Preti supereroi, perché guai a fare un torto a quei bontemponi del vaticano, non sono i soli a prendersi la ribalta. Accanto a loro sembra esserci una cerchia di personaggi e tematiche. I Mafiosi supereroi per esempio, probabilmente la frase scritta poco prima potrebbe andare bene anche in questo caso. Investigatori che arrivano da ogni angolo del bel paese quasi a portar rogna visto che il loro arrivo coincide spesso con omicidi seriali in paesini dove la criminalità, prima del loro arrivo, era insistente. Secondo il mio modo di vedere le cose, non è l’autore italiano a non avere idee. Semplicemente lo spettatore/lettore si accontenta di quello che gli viene offerto trovando conforto e divertimento in prodotti d’importazione che arrivano da oltre oceano. Il fantasy, l’horror e quant’altro sembrano essere relegati ai margini da chi dovrebbe fornire una programmazione varia e articolata. Questo soggetto, il mercato, preferisce continuare sulla scia dettata dai decenni passati in cui il boom di queste figure già citate hanno permesso loro di riempirsi le tasche. Perché quindi puntare su altri cavalli quando ho introiti sicuri? Ecco la questione di tutto, ci si riduce sempre al denaro. Poi non andiamo a lamentarci quando fuori dai confini nazionali veniamo derisi per colpa delle nostre proposte (non parlo dei cine panettone per decenza). Il mercato nazionale, per quanto brutto definirlo così, dovrebbe darsi una rimodernata dando fiducia alle nuove generazioni di autori. Anche qui, come in qualsiasi altro campo, il cambio generazionale tarda ad arrivare. Anche qui, ripeto, tutti rimangono attaccati alle loro poltrone proponendo, e riproponendo, argomenti fritti e rifritti, talmente riutilizzati da puzzare di muffa.

Armando

2 commenti


    1. Non è una novità, è ripreso fedelmente da un personaggio presente nei manga giapponesi. Ci sono tantissimi autori italiani che, nonostante si siano basati su personaggi già esistenti, hanno creato un mondo e nuovi attori che a oggi rimangono nell’anonimato.

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