Liebster Award, il mio blog risponde presente!

Questa settimana lascio da parte la rubrica dedicata alle recensioni in quanto Il mio blog è stato nominato per il Liebster Award annuale. Questo è un riconoscimento virtuale che viene attribuito in segno d’apprezzamento per il lavoro svolto. Ringrazio Maria Teresa Steri per la nomina, non mi sarei mai immaginato di riceverla dopo pochi mesi dalla partenza di questa avventura, grazie ancora. Rispondo alle 11 domande poste dalla stessa Maria Teresa:

  1. Qual è stato il posto più strano in cui hai scritto?

In treno durante un guasto sulla tratta Rende – Paola. Un black out ha bloccato il mezzo all’interno di una galleria dove siamo rimasti per più di 2 ore. Senza luce, aiutato dal flash del cellulare sono riuscito a ingannare il tempo scrivendo.

  1. Qual è il tuo peggior difetto come scrittore?

Probabilmente la pazienza. Se non trovo una soluzione subito a un blocco o a un punto morto devo necessariamente chiudere tutto e fare altro.

  1. E il tuo maggior pregio? (niente modestie, su)

Arriva probabilmente dal difetto stesso. Nel mentre faccio altro si accende la lampadina che mi permette di trovare la soluzione. Di solito capita di notte o in posti dove non posso scrivere, naturalmente, ma trovo un modo per prendere appunti.

  1. Qual è l’aspetto della scrittura che più odi?

Venendo da una preparazione universitaria prettamente cinematografica probabilmente le descrizioni accurate. Intendiamoci, non è proprio un odio ci mancherebbe ma è un modo di approcciarsi completamente diverso dall’immediatezza delle immagini.

  1. E quello che più ami?

L’essere libero da canoni e regole

  1. Qual è la scena più difficile che hai scritto finora?

Sicuramentequella riguardante battaglie e combattimenti. Non è facile spiegare con le parole azioni di questo tipo.

  1. Qual è il genere che non scriveresti mai, neanche sotto tortura?

I romanzi harmony, li odio con tutto me stesso

  1. Qual è il genere di romanzo che scriveresti, se ben pagato e sotto pseudonimo?

Sicuramente un thriller psicologico

  1. Qual è il genere che vorresti scrivere, ma che sai non scriverai mai?

Un romanzo puramente storico. Preferisco di gran lunga accoppiare storia e fantasy piuttosto che limitarmi a fatti reali. E’ un modo questo per poter mostrare il lato nascosto della storia stessa.

  1. Qual è stato il testo più strano che hai scritto finora?

Mi sono trovato a snocciolare la trama di un romanzo fantasy arrivata durante un sogno. Avevo 39 di febbre. Risultò così reale da permettermi di ricordare molti particolari.

  1. Un tuo personaggio che hai odiato?

Un albergatore, quello l’ho proprio odiato.

Devo adesso nominare a mia volta 11 blogger. Una cosa non proprio facile arrivati a questo punto. Molti di loro hanno già avuto più nomine quindi eviterò di nominarli nuovamente. Conosco però un blog che merita questa nomination forse più di chiunque altro, un blog davvero interessante. Questo si occupa di Thriller storici. Qui troverete recensioni, interviste e viaggi che vi traghetteranno all’interno della storia. Una vera e propria macchina del tempo dove non solo potrete apprezzare il lavoro svolto. Cosa ancora più importante, troverete persone come Roberto Orsi e Sara Valentino che non potrete che chiamare amici. Thriller Storici e Dintorni (TSD) è tutto questo.

http://tsd.altervista.org/

Ecco le mie 11 domande per voi:

1 Da dove nasce l’idea di questo Blog?

2 C’è un luogo particolare che lo ha ispirato?

3 Che rapporto hai con i tuoi lettori?

4 C’è un ricordo di quando eri bambino che può riallacciarsi al tema del blog?

5 A quanti anni hai iniziato a leggere?

6 Quale è stato il primo libro che hai letto?

7 Il più bello che hai letto?

8 Quello che hai odiato?

9 C’è stata una frase, un pensiero, che hai letto che ti ha fatto cambiare radicalmente modo di vedere un qualcosa?

10 Come ti vedi tra 10 anni?

11 Come vedi il tuo blog tra 10 anni?

 

2 commenti


  1. Ciao Armando, grazie per aver partecipato e risposto alle mie domande. Interessante il tuo punto 4. Non so assolutamente nulla di scrittura cinematografica, ma immagino che passare da questa alla narrativa non sia per nulla immediato, al di là della difficoltà nelle descrizioni. Senz’altro poi avere una formazione simile avrà anche dei vantaggi, come quello di lavorare per scene e non disperdersi in mille rivoli, rischio di cui purtroppo so qualcosa 🙂

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    1. Buongiorno Maria Teresa, grazie a te per la gradita nomina. Infatti è così, qualche difficoltà in più sul come impostare una descrizione si trova in questo caso. Per quanto riguarda le l’impostazione delle scene va liscio come l’olio per fortuna :), il cinema in molti casi aiuta. Grazie ancora

      Rispondi

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