L’ibrido: Michael Corvin

Il ritorno al passato della saga Underworld non poteva, naturalmente, non includere delle idee innovative. È proprio Michael Corvin la novità. Un essere umano che, per sua sfortuna, viene morso a distanza di pochissimo tempo, sia da un vampiro che da un licantropo dando vita a una terza specie. Michael è a tutti gli effetti il capostipite di una nuova specie che sembra possedere i pregi delle due razze senza portarsi dietro i difetti e i limiti che le stesse hanno. Lo si potrebbe considerare l’essere perfetto, un mostro invincibile. Il cognome Corvin non è casuale. Lo sfortunato medico risulta essere un discendente di Alexander Corvinus, primo degli immortali dalle caratteristiche vampiresche. Michael conserva in sé il patrimonio genetico di Corvinus, il capostipite della razza dei vampiri. Un patrimonio genetico questo che spiega come egli sia potuto sopravvivere ai morsi di creature così diverse, mutando a sua volta in una terza creatura assai più pericolosa. Non un essere umano qualsiasi quindi ma la “chiave di volta”, il graal, insomma un elemento fondamentale della guerra portata avanti da secoli ormai tra le due specie. Una guerra scaturita anche in questo caso da un amore impossibile. Tutto ciò avviene un millennio prima della comparsa di questo nuovo e, sotto molti aspetti, inaspettato protagonista. Michael si ritrova, in questo nuovo millennio, a essere conteso da due razze di cui non credeva reale l’esistenza. Protagonista suo malgrado di una lotta che lo vede, volente o nolente, l’ago della bilancia che potrebbe cambiare una volta per tutte il volto di questo mondo nascosto e sconosciuto.

Armando

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