L’archeologia subacquea: tra modernità e riscoperta del passato

Siamo abituati da sempre ad aver la possibilità di visitare mostre e musei a tema. Questi ci permettono di rivivere, grazie alle opere arrivate intatte ai nostri giorni, usi, costumi e modi di fare arte delle culture antiche. Ci sono moltissimi monumenti relegati, causa catastrofi naturali o conflitti tra popoli, nelle profondità marine. Per ovviare a ciò e poter permettere a tutti di godere di queste meraviglie antiche è nato, già da qualche tempo, un nuovo modo di avvicinarsi a queste preziose testimonianze. Sono attive già da qualche tempo, infatti, le visite archeologiche subacquee. Uno dei più belli e importanti parchi archeologici che è possibile visitare immergendosi è il parco archeologico sommerso di Baia che si trova a Pozzuoli in provincia di Napoli. Non è certo da oggi che il mare restituisce tesori dell’antichità andati perduti. Un esempio fra tutti, forse il più illustre, è il ritrovamento dei famosi Bronzi di Riace. Quel, ormai lontano, 16 agosto 1972, non solo ha riportato alla luce un tesoro rimasto sepolto per migliaia di anni (infatti i bronzi vengono datati all’incirca intorno al V secolo a.C.) ma ha dimostrato che il mare nasconde più di quanto si possa pensare. In questo caso è d’obbligo fantasticare sulla possibile venuta alla luce della celeberrima Atlantide, rimasta nell’immaginario collettivo come il mondo sommerso per per eccellenza. Chissà se magari in un futuro, non troppo remoto, non si possa fare un giretto per i suoi borghi. In attesa di ciò, vi lascio un video che mostra le bellezze del parco archeologico sommerso di Baia, se potete fateci un salto, non credo ve ne pentirete.

 

Armando

 

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