La leggenda di Leon presente al Rende Book Festival 2017

È andata in scena dal 17 al 19 novembre 2017 la prima edizione del Rende Book Festival. Questa prima edizione della fiera del libro rendese è stata ospitata nel centro storico della cittadina sede dell’ormai rinomata Università della Calabria (UNICAL). Un altro appuntamento a cui non potevo proprio mancare. La cornice è stata delle più suggestive, è un peccato vedere un delizioso borghetto come questo lasciato fin troppo spesso nell’anonimato. Sabato 18 novembre mi sono recato in prima persona presso la fiera, felice di poter discutere de “La leggenda di Leon” con le scuole di Rende, Cosenza e provincia che hanno partecipato alla manifestazione attivamente. Un ennesimo passo in avanti per me e il mio romanzo, un progetto di cui ho parlato ampiamente a Sestri Levante e che si sta trasformando pian piano in realtà. La curiosità dei ragazzi resta sempre il primo punto da cui partire. Riuscire a portar avanti un discorso su un tema a tutt’ora caldo come il Risorgimento italiano rivisto in chiave fantasy sembra stia dando i suoi frutti. Un’ulteriore sorpresa è arrivato dalle gentilissime ragazze impiegate negli stand della Falco editore e non. Giovani donne amanti, ma davvero amanti, dei libri. Giovani lettrici che preferiscono di gran lunga un buon libro piuttosto che le solite futilità proposte dalla televisione. Con loro ho avuto modo di discutere e confrontarmi sui temi delle nostre letture che, nonostante in alcuni casi molto diverse, hanno portato a confronti costruttivi davvero interessanti. Un luogo questo Rende Book Festival dove si vive la cultura circondati dal profumo inconfondibile della carta che spazia libera come il pensiero che loro, e soltanto loro, hanno il potere stimolare. Una manifestazione positiva questa prima edizione. La speranza è sempre una: continuare a lavorare così come si sta facendo stimolando i ragazzi alla lettura. Non c’è modo migliore per ricostruire questa nostra società a oggi malata, colpita dal virus del disinteresse verso quella cultura tanto tormentata, quasi demonizzata.

Armando

 

 

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