Jonathan Stroud – L’amuleto di Samarcanda

Il millenario jinn Bartimaeus, il demone che costruì le mura di Uruk, Karnak e Praga, che parlò con re Salomone, che cavalcò per le praterie con i padri dei bisonti, viene improvvisamente richiamato dal mondo degli spiriti ed evocato a Londra. Una Londra tetra e cupa dove la magia consiste in un’unica capacità: quella di evocare e asservire demoni, i quali, loro malgrado, obbediranno a ogni ordine del mago che li tiene in suo potere. Bartimaeus deve compiere una missione difficilissima: rubare l’Amuleto di Samarcanda al temibile e ambizioso Simon Lovelace…

Che piacevole sorpresa questo romanzo! Arrivato nelle mie mani per puro caso mentre spulciavo su Amazon alla ricerca di una lettura divertente, originale e fuori da ogni canone contestualmente accettato in quel genere fantasy che forse fin troppo spesso è caduto preda di erronee valutazioni da parte di scrittori, editori e lettori. Questo primo capitolo, di quella che è detta “La trilogia di Bartimeus”, rispecchia tutto quanto detto in precedenza. Mondo magico e umano si fondono in un turbinio di personaggi tutti buoni nel poter interpretare la parte delle comparse ma allo stesso tempo ottimi protagonisti quando chiamati in causa dallo scrittore. Passato e presente sembrano fondersi alternandosi, dall’antica Uruk alla  Londra del XXI secolo. Questi salti temporali non disturbano la lettura in quanto l’autore riesce con un linguaggio semplice e immediato a coinvolgere il lettore a 360°. Lo stile di scrittura è una vera boccata d’aria che permette a chi legge di uscire dalla solita routine che, per quanto buona, Stround ridisegna a sua immagine e somiglianza. Infatti ci si presenta davanti il demone jinn Bartimeus che parlerà in prima persona di fatti a lui accaduti. Nel capitolo successivo si ci appresta ad ascoltare le sue parole quando ecco che il romanzo spiazza tutti andando avanti in terza persona. La narrazione infatti prosegue permettendoci di apprezzare ogni lato del racconto stesso non subendo l’influenza dalla sola voce del demonietto dispettoso. Questa alternanza prima – terza persona è una vera novità. Una dimensione questa cui non pensavo di assistere mai ma il mondo della lettura è sempre pieno di sorprese. Beh che altro dire leggetelo, leggetelo assolutamente, vi ritroverete catapultati in una nuova dimensione di lettura che vi spiazzerà piacevolmente.

Punteggio:

Armando

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