John R. R. Tolkien – Lo Hobbit

Pubblicato per la prima volta nel 1937, Lo Hobbit è per i lettori di tutto il mondo il primo capitolo del Signore degli Anelli, uno dei massimi cicli narrativi del XX secolo. Protagonisti della vicenda sono, per l’appunto, gli hobbit, piccoli esseri “dolci come il miele e resistenti come le radici di alberi secolari”, che vivono con semplicità e saggezza in un idillico scenario di campagna: la Contea. La placida esistenza degli hobbit viene turbata quando il mago Gandalf e tredici nani si presentano alla porta dell’ignaro Bilbo Baggins e lo trascinano in una pericolosa avventura. Lo scopo è la riconquista di un leggendario tesoro, custodito da Smaug, un grande e temibile drago. Bilbo, riluttante, si imbarca nell’impresa, inconsapevole che lungo il cammino s’imbatterà in una strana creatura di nome Gollum

Questo romanzo, a differenza del Silmarillion che ho recensito qualche mese fa, rientra appieno all’interno di quel universo fantasy in grado di far sognare grandi e piccoli. Un contesto quasi magico cui lo stesso Tolkien ci ha già abituato con il suo capolavoro la trilogia de “Il Signore degli Anelli”. Lo Hobbit è infatti il prequel di questa trilogia. Un romanzo che possiede tutto, a 360°. È storico, fantasioso, un mondo dove davvero il lettore può sentirsi libero dal quel quotidiano che, diciamolo pure, opprime e non poco le nostre vite. Forse questa lettura risulta essere ancora più scorrevole rispetto alla trilogia già citata in precedenza. Sembra quasi trapelare una tranquillità vissuta durante la stesura di quest’opera da parte dell’autore che non viene fuori nelle altre sue produzioni. Questo potrebbe essere un parere soggettivo, ne sono consapevole, ma i momenti di quiete dove il signor Bilbo Baggings interagisce con i suoi nuovi amici sembra essere il riflesso di questa tranquillità. Certo è che il romanzo prende a un certo punto una piega action che non può che fare bene al libro e al lettore stesso. Lettore costretto a saltare sul divano dopo le pause quasi d’intermezzo che vengono spezzate a un certo punto da momenti più movimentati. La quiete prima della tempesta potremmo anche definirla. Non credo ci sia molto da aggiungere su questo romanzo. Romanzo ormai entrato di diritto tra i classici della letteratura fantasy, e non solo. Una lettura questa adatta a piccoli e grandi, magari proprio un punto di congiunzione tra il mondo degli adulti e quello dei bambini, cosa che solo un grande scrittore può fare.

Punteggio:

Armando

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