Il Teatro

Il teatro, un’arte antica e affascinate. Probabilmente l’unica arte antica in grado di tener testa alle tecnologie che nel campo dello spettacolo hanno, e continuano tutt’ora, a “combatterlo” nel tentativo di spodestarlo dal suo trono. La cultura greca è stata quella che probabilmente ha elevato il teatro più di qualunque altra. Le tragedie greche, che hanno fatto la loro comparsa intorno al V secolo a.C., sono la massima espressione di un teatro che agli albori rappresentava un vero e proprio status sociale. Uno status dove l’attore è considerato non solo protagonista della rappresentazione ma elevato a quella forma di divo che oggi conosciamo. Non è sempre stato così però. Nei secoli, di pari passo con evoluzione del teatro, anche questa figura era destinata a cambiare sfumature man mano che la società cambiava. Uno degli esempi più lampanti in questo senso è data da quella commedia dell’arte arrivata alla ribalta nel XVI secolo. Partito proprio dalla nostra penisola, questo nuovo modo di fare teatro ha rivoluzionato il suo concetto. L’attore venne Declassato. Da divo osannato in Grecia, in questo periodo storico viene relegato ai margini di una società non solo affascinata dal teatro stesso ma che di esso vive quotidianamente. Facendo un salto temporale ai giorni nostri di certo, purtroppo, un calo di spettatori che vanno regolarmente ad assistere a uno spettacolo teatrale c’è stato. La comodità di avere tutto a portata di telecomando in casa, stando seduti comodamente sul proprio divano ad assistere alle trasmissioni dei nostri programmi preferiti ha fatto la differenza in questo senso. Ma vogliamo davvero mettere a paragone l’aria che si respira in una sala teatrale con il distacco, più volte affrontato fino a ora, creato da quella scatola luminosa denominata televisore? Le rappresentazioni teatrali rientrano appieno in una dimensione a se per quanto riguarda non solo lo stile recitativo. Una recitazione portata avanti dal vivo e con un enfasi che non è assolutamente riscontrabile in nessun altro posto, anche per quanto riguarda il coinvolgimento del pubblico. La possibilità d’interagire, quasi di poter toccare con mano i protagonisti della vicenda lontano da noi solo pochi metri, è uno dei suoi punti di forza. Non si può non tenere con il fiato sospeso lo spettatore che, probabilmente, solo in questo contesto sarà capace di seguire tutta la struttura narrativa. Cosa ancora più importante, non ricercherà la distrazione dello smartphone, cosa che accade in una sala cinematografica e tra le mura casalinghe.

Armando

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