Giacomo da Lentini, dove tutto ha inizio

Probabilmente nessuno, o comunque siamo in pochi, a conoscere questo letterato siciliano del XIII secolo. La foto in alto, allegoria trovata sul web ma tanto veritiera, rappresenta meglio di qualunque altra cosa il peso che Giacomo Da Lentini ha avuto per la nostra letteratura nazionale. È un peccato veder appassire ai giorni nostri la figura di colui a cui è attribuita la nascita e la diffusione di quel breve componimento poetico ribattezzato sonetto. Sul perché non si parla all’interno delle nostre scuole di personaggi come lui continua a essere un mistero. Sembra proprio lo stesso Poeta siciliano ad aver influenzato i lavori del Petrarca e di quel sommo Poeta che Dante Alighieri è. Non proprio gli ultimi arrivati in un campo come la letteratura, e la cultura in generale, sempre più a debito d’ossigeno in questo nostro nuovo millennio. Ho ribadito più volte, all’interno di questa stessa rubrica, la mancanza d’input e figure capaci di sradicare le radici di quella ignoranza che sta mettendo a dura prova non solo il nostro paese. Giacomo Da Lentini porta con sé un insegnamento che va oltre qualunque altra massima, il piacere di fare cultura. Credo sia questo che manchi ai giorni nostri. Il poeta non era infatti condizionato, per quanto riguarda l’aspetto economico, dalla poesia. Lavorava bene come notaio ed era già di suo una personalità illustre all’interno della società del tempo. A spingerlo verso la scrittura, e nella composizione di quel sonetto che nei secoli successivi sarebbe stato ripreso praticamente da tutti coloro che si avvicinarono alla poesia, è stato semplicemente quell’amore innato per il bello che la stessa arte rappresentava. Gli dava modo di mettersi a nudo e, allo stesso tempo, lasciare una traccia di quel tempo andato, arrivato  a noi che oggi qui, negli anni 2000, possiamo sfruttare i suoi lavori come una vera e propria macchina del tempo. Valori e intenzioni che oggi, purtroppo, sembrano preclusi da quel dio denaro divenuto padrone incontrastato anche della cultura stessa. Tutto ciò accade nonostante la possibilità, come abbiamo visto in articoli precedenti, di auto pubblicare i nostri lavori. Non solo il denaro, certo, le futilità riscontrate nella nostra società moderna sembrano tarpare di netto le ali a quei propositi di bello che nonostante proposte al grande pubblico rischiano di ricevere di rimando più che apprezzamenti solo note di scherno. Giacomo Da Lentini e la sua società del 1200 sembrano volerci ricordare come in un passato remoto l’arte della scrittura e dei pensieri profondi abbiano forgiato guerrieri di penna che a oggi sanno fare ancora scuola nonostante le macerie cui la stessa è costretta a operare.

Armando

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