Fabrizio Frizzi

Dopo aver parlato dei conduttori televisivi e della loro evoluzione nel tempo non potevo non dedicare un articolo a lui. Fabrizio Frizzi ci ha lasciato pochi mesi fa innescando nel pubblico e nei suoi colleghi un’emozione e una commozione provata davvero per poche persone. Non sono un suo fan sfegatato ma la comparsa del famoso conduttore mi ha lasciato una tristezza che non avrei mai immaginato. Sarà stato forse per il suo modo di porsi con il pubblico, ospiti e concorrenti. Un Fabrizio sempre sorridente, un maestro nell’esercitare una virtù quasi scomparsa non solo in televisione ma all’interno della nostra società: l’educazione. Si perché Fabrizio Frizzi è prima di tutto una persona educata, solo dopo arriva il professionista. È brutto dirlo ma è questo fattore che probabilmente, negli ultimi anni, gli ha chiuso le porte di conduzioni dove di certo non avrebbe sfigurato, anzi. Il Festival di Sanremo in primis, consegnato in molte occasioni a presentatori e presentatrici che per quanto bravi/e non hanno, mio parere questo, una storia televisiva tale da scavalcare un conduttore di razza come lui. Al di là della professionalità portata sul piccolo schermo ad aver impressionato, come già accennato, è stato l’affetto incondizionato dei telespettatori. A lui, come a nessun altro in precedenza, abbiamo riservato gli onori e le lacrime pari a quelle che avremmo dedicato a un caro familiare. Perché Fabrizio tale è diventato per ognuno di noi. Anche chi non lo seguiva assiduamente come me è rimasto di sasso dalla notizia della sua scomparsa. Pensare che la sera prima aveva dato con la consueta cortesia la buona serata invitando lo spettatore ad assistere l’indomani alla trasmissione da lui condotta lascia un velo di tristezza. Un guerriero gentiluomo potrei definirlo sia per come ha condotto la sua vita pubblica, lontano da gossip e scandali tanto cari a molti suoi colleghi, sia per la dignità con cui è entrato nelle nostre case fino all’ultimo. A te, caro Fabrizio, dico grazie. Grazie per avermi dimostrato che l’educazione, la cortesia e il sorriso valgono ancora qualcosa in questo nostra società malata.

Armando

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