Ernesto Ferrero – N

L’uomo grassoccio che sbarca, nel maggio 1814, all’isola d’Elba sembra un commerciante qualsiasi: è Napoleone Bonaparte. Tra gli elbani che lo accolgono diffidenti e curiosi c’è Martino Aquabona, un letterato che non si rassegna all’inumanità degli uomini e che da anni cerca di decifrare il mistero dell’Eroe, o dell’Orco, che ha sconvolto l’Europa. Nominato bibliotecario dell’Imperatore, Martino diventa testimone e interprete dello strano interludio dei 300 giorni e dell’intera parabola napoleonica, di cui cercherà di deviare il percorso con un gesto estremo. Le sue memorie sono il dialogo su due modi di vivere: modificare il mondo attraverso l’azione eroica, o cercare di dargli un senso attraverso la scrittura.

È possibile raccontare la vita di un personaggio, in questo caso un grande personaggio, attraverso le memorie di un uomo “qualunque”? Secondo Ernesto Ferrero è possibile. Questo suo romanzo è in grado di presentarci una versione di Napoleone Bonaparte diversa da come abbiamo imparato a conoscerla sui banchi di scuola. In maniera trasversa, vengono fuori caratteristiche che mai avremmo pensato. Una sorta d’insicurezza trapela a tratti dalla figura del grande imperatore, mascherata magistralmente dallo stesso con una dialettica che va ben oltre quella padroneggiata dall’uomo comune. La fiamma di chi non vuole mollare neanche davanti a una realtà così chiara. È un Napoleone Bonaparte presentato da parte dell’autore in tutta la sua umanità. L’aura del grande condottiero è sempre presente, questo è certo, ma lo stesso Ferrero sembra non volersi soffermare su un aspetto che non darebbe a questo romanzo quella sfumatura di umanità ricercata. N permette al lettore di avvicinarsi a una figura rimasta un mito nell’immaginario collettivo. Viene presentato finalmente per l’uomo che è stato e non per il ruolo che ricopre, e che in ogni caso lo etichetta fino alla sua morte e anche dopo. A tratti lento per gli eccessivi dialoghi e descrizioni è capace accelerare coinvolgendo il lettore quasi in prima persona. Sembra in alcuni passaggi di essere seduto accanto al nostro narratore quasi fosse un caro amico. In definitiva questo diario di vita è una piacevole scoperta se si vuole conoscere meglio un uomo che, nel bene o nel male, ha ripercorso le tappe del glorioso Impero Romano cadendo si ma con la consapevolezza di non morire mai.

Punteggio:

Armando

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