Daniela Piazza – L’Enigma Michelangelo

Bologna, 1494. Gli ospiti di palazzetto Aldrovandi hanno occhi solo per lui, un giovane artista schivo e irrequieto. Ha il naso schiacciato, da lottatore, e le labbra carnose di chi non sa trattenere un pensiero in bocca: di nome fa Michelangelo Buonarroti e la parlata tradisce la sua provenienza da Firenze. A meno di vent’anni è già uno dei favoriti alla corte medicea, dove l’ha voluto il Magnifico, ma ha lasciato la città prima dell’ondata di terrore dei roghi del Savonarola. E ora, libero dai capricci di un committente, sta realizzando una scultura marmorea che è destinata a cambiargli la vita. Il Cupido dormiente è un omaggio ai maestri dell’antichità, ma se in tempi così duri mettere un tozzo di pane in tavola è un’impresa anche per un astro nascente come lui, affidarlo a un apprezzato mercante d’arte come Baldassarre del Milanese è quasi una necessità. E così, mentre il suo autore è ostaggio di una passione da cui non sa se farsi travolgere, l’Amorino inizia un viaggio per le corti italiane che si trasforma presto in una vera e propria caccia. Da Caterina Sforza, pericolosa alchimista, allo spietato Cesare Borgia, ognuno è disposto a pagare la statua con il sangue. Per arrivare al cuore più segreto del Rinascimento, un luogo dove ogni cosa che l’uomo abbia mai sognato diventa possibile

Che piacevole sorpresa questo libro! Un romanzo questo di Daniela Piazza capace di ripercorrere una parte di quel rinascimento coinvolgendo alcuni dei più grandi personaggi dell’epoca. Questi, a differenza di quanto si possa pensare, entrano in relazione tra loro, direttamente e indirettamente, tramite un qualcosa d’inanimato che poi, visto gli sviluppi tanto, inanimato non è. Descrivere quel periodo non è una cosa poi così facile. L’autrice c’è riuscita giocando la carta che, ormai chi segue il mio blog sa che apprezzo, risulta la migliore a disposizione di uno scrittore: la semplicità. Fonti storiche, strutture dei personaggi e intrecci sono così semplici da seguire che è inevitabile non farsi coinvolgere nelle vicende narrate. Il lettore infatti, nonostante la scrittura in terza persona, si ritrova non solo trasportato ma parte di questo contesto storico tra i più rinomati e apprezzati almeno sotto il punto di vista culturale. Come se tutto questo non bastasse arriva la ciliegina sulla torta: no, non mi riferisco al classico colpo di scena inaspettato. Mi riferisco al genio della scrittrice nel far descrivere da se, usando semplicemente uno spazzo di dialogo, un personaggio in particolare che rimane si ai margini del racconto ma che vi entra di prepotenza.  Probabilmente, grazie a questa trovata, la scrittrice vuole dimostrare a noi lettori e a colui che entra in contatto con questo personaggio che quest’ultimo è tutt’altro che una comparsa. Un romanzo “L’enigma Michelangelo” che per la sua struttura potrebbe anche essere utilizzato forse più per la televisione che per il grande schermo. 23 puntate da circa un’ora potrebbero forse snocciolare al meglio questa storia affascinate. Storia che ripercorre la vita e alcune opere di quel genio che è stato, e sarà sempre, Michelangelo.

Punteggio:

Armando

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