Contaminazioni vampiresche. Puntata 3: Spagna anni 2000

Continuando il nostro viaggio nel tempo spostiamoci in Spagna, anno 2002. È la volta di Pedro Almodovar e del suo film Parla con lei:

Marco è un giornalista specialista in guide turistiche, Benigno un infermiere generoso, perfetto. Quest’ultimo da quattro anni si prende cura di Alicia, (ex) ballerina, in coma. Marco ha una relazione con Lidya, torera, che ben presto raggiunge Alicia nello stesso ospedale, ridotta a sua volta in coma. Benigno parla con la sua paziente come se fosse cosciente, le racconta tutto, vita quotidiana, pensieri, spettacoli. Marco, meno fantasioso, si limita a guardare piangendo. Benigno (mai avute donne, forse gay), gli insegna a “parlare con lei”, appunto. Il film prende sentieri imprevedibili, sconcertanti, allarmanti. Alicia (le cui funzioni vitali sono comunque integre) viene scoperta incinta. Il “colpevole” è naturalmente Benigno, che finisce in prigione. Marco, sempre più coinvolto, lo sostiene a oltranza. Miracolosamente Alicia, il cui bimbo è morto subito, esce dal coma, ma Benigno non dovrà mai saperlo, così l’infelice infermiere si suicida. Il caso (un balletto), vuole che Alicia e Marco si incontrino. Premesse e sguardi sono dolci e promettenti, ci saranno sviluppi. Gli aggettivi usati sopra “imprevedibile, sconcertante, allarmante” aderiscono benissimo ad Almodovar. Dopo lo straordinario Tutto su mia madre il regista si lascia andare in una storia umano-melò-grottesca a suo modo perfetta. Estremizzazioni che solo Pedro può farsi perdonare. Sviluppi che affosserebbero qualsiasi altro autore. Regia talmente complessa da essere semplice e subito decifrabile, ironia, insomma tutte le cifre che appartengono al più grande autore (con Wenders) di cinema europeo. http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=33899

La trama così raccontata sembra non avere niente a che fare con il vampiro ma se analizziamo meglio alcuni dei protagonisti qualcosa sembra cambiare: <<il corpo <<non morto>>, dunque vampiro, di Alicia, fecondato dal corpo messianico e sacrificale del vampiro Benigno>> S. Arecco, Il vampiro nascosto, cit. p.183. Ecco la forma vampiresca venire fuori. In questo caso si parla di Alicia, la ragazza in coma, incosciente, inerme ma non morta, prendere le sembianze della creatura in questione. Alicia potrebbe benissimo essere il doppio di Lucy del romanzo di Stoker. Entrambe si trovano in una condizione di salute che non permette loro di realizzare cosa sta succedendo, inermi davanti a una “malattia” che piano piano potrebbe portarle alla morte. Il finale per le due sarà completamente diverso. La povera Lucy sarà costretta a cedere dinnanzi alla potenza e alla crudeltà di Dracula. Quest’ultimo la condurrà prima alla morte e poi alla resurrezione vampiresca. Alicia invece, nonostante le brutte esperienze passate, riuscirà a tornare alla vita di sempre. Quest’ultima sembra essere altr’ego del vampiro. Benigno a differenza della ragazza, sembra molto simile a un altro personaggio presente nel Dracula di Stoker. Non ricorda, sia per ruolo che per dedizione alla causa, il Dr. Seward? Non lavorano entrambi in una casa di cura per malati mentali? Le risposte a queste domande sembrano trovare riscontro nei ruoli dei due personaggi. Inoltre questa improvvisa e inaspettata gravidanza, potremmo considerarla come un “intrusione” da parte di un essere malvagio che, nonostante la condizione della ragazza, approfitta di lei incurante delle conseguenze che questo gesto porta. Sotto questo aspetto Benigno, che già abbiamo paragonato al dott. Seward, si ricollega alla figura di Dracula e perché no anche ai famosi Dr. Jekyll Mr. Hyde. Buono ma allo stesso tempo cattivo, capace di compiere azioni spregevoli. Anche in questo caso la contaminazione vampiresca, ed horror vista in maniera più generica, sembra essere in atto. La contaminazione vista in questa pellicola del 2002 sembra, ancora una volta, fare capo a quel romanzo che ormai ha passato da un po’ i cent’anni. La cosa può sembrare strana, dopo Dracula molti altri vampiri hanno occupato il palcoscenico. Creature della notte addirittura più sorprendenti del vecchio Conte ma nonostante ciò il capolavoro di Stoker sembra rimanere alla base della letteratura di genere. Continua a essere d’ispirazione per le nuove generazioni di scrittori e registi. Questi cimentandosi con il cinema trovano un degno alleato in un romanzo che continua a produrre nuove idee quasi per magia. Una magia iniziata in epoca, sul finire dell’ottocento, tanto diversa dalla nostra ma altrettanto affascinante.

Armando

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